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l'editoriale del Direttore
 
  Il Punto: l'editoriale del Direttore Utenti online : 1113

Il nostro editoriale quest'oggi ospita uno spunto di riflessione di un caro collega, il dott. Fulvio Vettosi, che entra a far parte della squadra di publisher che lavorano per questa Testata Giornalistica.
Fulvio sottolinea il quotidiano logorio della nostra attività, combattuto tra il desiderio e la volontà di lavorare in modo decoroso e le eccessive esigenze burocratiche, sempre più asfissianti e sempre più snervanti, giammai snellite da una politica sanitaria che giorno dopo giorno inaridisce sempre di più il nostro ruolo ed il nostro alto compito.
Ma a tutto ciò, aggiungerei alle riflessioni di Fulvio, anche una mia considerazione: perché non discutere in questo "PUNTO" anche delle richieste di prestazioni sempre più esigenti e talora assurde effettuate dai nostri pazienti ? Questi, talora appaiono frastornati anche dalle innumerevoli trasmissioni televisive che trattano di argomentazioni mediche e che fanno sì che non ci sia un solo lunedì dove il paziente di turno non chieda di effettuare questo o quell'accertamento di cui si è parlato in Tv o che ha letto sulla rivista domenicale, quasi mai specialistica, e che propinano e propongono novità diagnostiche e/o terapeutiche vere solo sulla carta e/o comunque avveniristiche e quasi mai ipotizzabili come prestazioni di primo livello.


Il PUNTO del dott. Vettosi

"Il dottore era stanco. Già da un pò il suo volto appariva tirato, e dal suo sguardo traspariva talvolta un'ombra di rassegnazione. Ciò nonostante continuava a lavorare dodici ore al giorno, senza mai lamentarsi o recriminare: la mattina in studio, il pomeriggio in giro di casa in casa per le visite a domicilio, con quella borsa pesantissima da trascinarsi dietro. Pensava: se avessi un figlio maschio e mi dicesse che vuole fare il medico credo che cercherei di dissuaderlo."

"Mai ci si sarebbe aspettato di sentir pronunciare una frase del genere dal dottore, uno che amava così tanto il suo mestiere che era impensabile potesse esercitane un altro ... ; Egli era scoraggiato, pessimista, e di un pessimismo che non si dava più la pena di nascondere.

Vogliono fare di noi medici dei dipendenti statali, e trasformare la medicina in una grande macchina che eroga cure, più o meno adeguate .... E non solo dipendenti statali, ma mediocri dipendenti statali, perché non possiamo più dedicare ai malati il tempo necessario ... Certe volte mi vergogno, quando li riaccompagno alla porta e per poco non li spingo fuori .... Vedo il loro sguardo preoccupato ... So che si aspettavano ben altro da me: una domanda, una parola qualche minuto tutto per loro. Quanti pazienti aveva visitato oggi ? Ottantadue ... Ed era la norma… Dopo era stato costretto a compilare una quantità enorme di moduli e ci passava spesso le serate.”


Cari colleghi sapete chi è il medico descritto nelle righe virgolettate di sopra ? E' il dottor Pardon, il medico di famiglia del commissario Maigret, che Simenon inventava a Parigi negli anni '50 del secolo scorso.

Già allora, in un paese forse più avanzato, o quanto meno alla pari del nostro, si poneva con tristezza e rabbia la situazione del medico condotto, oggi diciamo del medico di medicina generale, sempre in bilico tra la necessità ed il piacere di svolgere un'attività nobilissima e le esigenze di un burocrazia invadente e squalificante che tende sempre più a mettere in primo piano i compiti di controllo che non sono propri della professione stessa.
Probabilmente e purtroppo oggi all'orizzonte c'è ancor di più l'accantonamento di quella MEDICINA che dal nostro direttore di testata è stata definita ALTA, ed al contrario un aumento di quella medicina arida, burocratica, difensiva (da tutti i punti di vista) che siamo costretti a svolgere.
I nuovi strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione, da quelli informatici a quelli per una diagnostica sempre più precisa e precoce, che potrebbero portare ad un notevole miglioramento dell'assistenza erogata (vedi gli ecografi tascabili oppure il nuovo orizzonte della web-medicine), non trovano una classe dirigente politica (intesa nella sua totalità) volta ad approntare quelle riforme idonee a rendere più agevole l'attività di chi volesse cimentarsi in una ristrutturazione profonda del proprio modo di lavorare. Ed è su questo che a mio parere bisogna veramente incidere per ridare nobiltà ad una professione che, se svolta secondo i suoi scopi PROPRI (appropriati), può dare un ottimo e pregevole servizio ed al contempo grandi soddisfazioni a chi la esercita. E quando dico servizio ottimo e pregevole intendo anche in termini di farmaco economia (risparmio complessivo per il sistema sanitario a parità di obiettivo conseguito).

E' certo che ogni medico di medicina generale che abbia da 1200-1500 scelte avrà ogni giorno circa 70 contatti e dovrà rispondere a circa 70 necessità diverse su cui viene richiesto un suo intervento, consiglio o supervisione; è semplice verificare la veridicità di questa affermazione; basta cliccare sulla cartella clinica Millewin (ndr. per chi ne è in possesso) alla voce attività per avere un riscontro di quante cartelle cliniche vengono aperte ogni giorno da un medico di Medicina Generale

E' come se da un uno specialista ambulatoriale si recassero almeno 50 visite al giorno; oppure se presso un ambulatorio ospedaliero arrivassero 50 visite.
Impazzirebbero tra telefonate in arrivo al telefono, telefonate al cellulare, segretaria che citofona per avere delucidazioni, e paziente davanti alla scrivania in attesa delle risposte alle sue domande.

Eppure NOI ci riusciamo a non impazzire !!!

 

(Fulvio VETTOSI, medico di Medicina Generale di Portici)
 
 
 
 
 
 
 


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