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NO AI TAGLI ALL’ASSISTENZA DECISI DALLA GIUNTA DELLA REGIONE CAMPANIA
Le Organizzazioni Sindacali della Medicina Generale e della Pediatria di Famiglia,
FEDERAZIONE MEDICI UIL FPL - FIMMG – FIMP – SIMET - SNAMI
premesso che
• la Regione Campania è l’unica in Italia a non avere neanche iniziato la contrattazione decentrata per
il rinnovo degli Accordi Integrativi Regionali della Medicina Generale e della Pediatria di Famiglia, nonostante che
l’Atto di Intesa sottoscritto dalla Conferenza Stato – Regioni nel 2005 imponeva che dalla firma degli Accordi
Collettivi Nazionali dovessero trascorrere sei mesi al massimo per sottoscrivere gli Accordi Regionali,
• l’Assessorato alla Sanità della Regione Campania ha fruito della grande disponibilità dimostrata dalle OO SS
della Medicina Generale nel sottoscrivere una pre – intesa sulla stampa informatizzata delle ricette, nel rispetto di
quanto prescritto all’art. 275 della Legge Finanziaria 2006, a stralcio degli accordi regionali attuativi dell’accordo
collettivo nazionale, che ha comportato un risparmio di più di 4 mln di euro, venendo poi meno all’impegno di
sottoscrivere l’AIR entro il 30 giugno 2006; tale stato si è perpetuato fino ad oggi, non essendo iniziata
la trattativa nonostante le iniziative intraprese e le continue sollecitazioni delle OO SS la Regione ha ignorato
questo obbligo convenzionale tanto che è imminente la convocazione a Roma da parte della SISAC, per attivare le procedure
di garanzia,
• le OO SS della Medicina Generale hanno altresì reso possibile l’organizzazione dei presidi di Guardia Turistica,
garantendo in forma gratuita l’assistenza ai cittadini residenti in Regione, diversamente da quanto prescrive la norma
nazionale,
constatato che
• l’Assessorato alla Sanità, dà continue dimostrazioni di considerare l’assistenza del territorio un capitolo
di bilancio su cui esercitare soltanto tagli di prestazioni e di legittimi onorari professionali, come evidenziato dalle
deliberazioni 1843 del 9.3.2005, 800 del 16.6.2006, 2266 del 30.12.2006, e infine la delibera 460 del 20 marzo scorso,
• l’Assessorato alla Sanità non ha dato in questi ultimi mesi segnali di equanimità nei confronti delle rappresentanze
delle altre categorie professionali mediche, dimostrando ben diversa attenzione nei confronti delle loro richieste,
verificato che:
• il continuo atto di compressione della spesa sanitaria ha creato una gravissima minaccia alla salute dei cittadini campani;
infatti è in tal modo che va letta la delibera che impone ai MMG tetti di spesa difficilmente coniugabili con i livelli essenziali
di assistenza;
• che nel corso del 2006 la spesa farmaceutica della Campania si è attestata al 13,9%;
• che l’introduzione dei ticket ridurrà ulteriormente i livelli di accesso alle cure;
• che “l’evoluzione dei costi sanitari in Campania se osservata distintamente per aree di assistenza
(collettiva, distrettuale e territoriale, ospedaliera) assorbono quasi la metà del fabbisogno, sostituendosi così al regime
di assistenza distrettuale e territoriale, nel costituire l’area di assistenza con la maggiore incidenza percentuale di spesa.
Tale tendenza appare contraddire le stesse linee di indirizzo emanate dalla Giunta Regionale con la Deliberazione N. 3513 del 20
luglio 2001”;
le Organizzazioni Sindacali della Medicina Generale e della Pediatria di Famiglia
dichiarano che
i provvedimenti previsti nella delibera 460 del 20 marzo scorso con il “Piano di Rientro dal disavanzo e di
riqualificazione e razionalizzazione del SSR” sono gravemente lesivi per il rispetto dei Livelli Essenziali di
Assistenza dei cittadini campani
contestano che
quanto previsto nel suddetto Piano di Rientro sia stato richiesto dai tecnici dei Ministeri delle Salute e dell’Economia,
i quali invece si sono limitati a verificare che quanto proposto dalla Regione Campania possa dare in termini di previsione di
riduzione dei costi il raggiungimento degli obiettivi pre-fissati come dimostrato dalla evidenza che i Piani delle Regioni in
deficit sono totalmente differenziati tra loro, proprio per rispetto delle autonomie regionali
definiscono “irricevibili”
• l’obbligo, temporaneamente sospeso, di inserimento del codice di classificazione delle patologie ICD9-CM
(con il rischio di "schedatura" di tutti i cittadini),
• l’assegnazione del ricettario SSR ai soli MMG e PLS (contravvenendo alla norma nazionale che ne dispone
l’assegnazione a tutti i medici convenzionati o dipendenti del SSR),
• la sperimentazione per la ASL NA 5 con successiva rapida estensione a tutta la regione dell’obbligo di prescrizione
del solo principio attivo; ciò determina la mancanza della tutela della salute dei cittadini e soprattutto delle fasce più deboli
poiché si sposta l’azione prescrittiva del medico che agisce secondo “scienza e coscienza” ai Titolari di
farmacia adusi a fare impresa con sconti di acquisto e arbitrio dettata da finalità commerciali.
• il prezzo di riferimento per i farmaci anti-ulcera con imposizione della molecola a basso prezzo a tutti
indipendentemente dalle considerazioni cliniche del caso oggetto di prescrizione,
• il budget di spesa per i MMG e PLS, unicamente calcolati su indicatori numerici e non su una reale “pesatura”
delle patologie trattate,
“definiscono allarmanti”
i propositi di “ridefinizione e superamento dei SAUT” per presentare nuove “linee guida” che dovranno
ridefinire il numero di presidi della ex guardia medica , nonché i contingenti dei medici impegnati nella Continuità Assistenziale,
prevedendo di norma , che le sedi per tali funzioni siano ubicati in comuni o distretti diversi da quelli dove sono presenti PSAUT o
DEA,
proclamano
lo stato di agitazione della categorie dei Medici di Medicina Generale (Assistenza Primaria, Continuità Assistenziale o ex
Guardia Medica, Emergenza Sanitaria o medici del 118, DMT o ex Medici dei servizi dei Distretti) e dei Pediatri di Libera Scelta
e richiedono
l’attuazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione ai sensi dell’art. 2, comma 2, della legge 146/1990,
come modificata dalla legge n. 83/2000.
Le Organizzazioni Sindacali della Medicina Generale e della Pediatria di Famiglia,
nel proclamare lo stato di agitazione con le eventuali successive azioni di protesta
sono consapevoli dei gravissimi disagi che potranno arrecare ai cittadini campani, ma, nel ricordare che dall’istituzione
del SSR mai si era arrivati ad una così grave condizione di insopportabile costrizione professionale dei medici del territorio,
rassicurano le Istituzioni ed i cittadini campani che saranno adottate tutte le misure per garantire le prestazioni essenziali.
Le Organizzazioni Sindacali della Medicina Generale e della Pediatria di Famiglia,
auspicano che nel corso delle seduta di conciliazione
sia possibile porre fine allo stato di agitazione dei novemila medici incaricati di un pubblico servizio fondamentale per la
tutela della salute dei cittadini
• con la presa d’atto da parte dell’Assessorato alla Sanità delle gravi inadempienze nei confronti delle
categorie professionali interessate,
• con la conseguente apertura di un tavolo di confronto ove si dovrà discutere di provvedimenti alternativi, che abbiano
come obbiettivo una reale razionalizzazione del sistema e non un puro contenimento della spesa, e così garantire un efficiente
ed efficace assistenza sanitaria ai cittadini campani
• con il contestuale avvio della contrattazione decentrata per sottoscrivere in tempi rapidissimi gli Accordi Integrativi
Regionali della Medicina Generale e della Pediatria di Famiglia.
Addì, 4 aprile 2007
FEDERAZIONE MEDICI UIL FPL FIMMG FIMP SIMET SNAMI
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