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Da un’inchiesta realizzata dal centro studi della FIMMG su un campione di mille medici emerge come i medici di
Medicina
Generale promuovono appena con sufficienza, l’informazione che ricevono dalle aziende farmaceutiche preferendo quella degli
informatori scientifici. La maggioranza dei medici di MG ritiene comunque che sia necessario un cambiamento nel modo di informare
sul farmaco. Ecco l'intero articolo pubblicato da ANSA Salute.
ANSA, Roma 3 marzo 2008 I medici di medicina generale promuovono con la sufficienza l'informazione che ricevono dalle
aziende farmaceutiche, in particolare dagli informatori scientifici del farmaco (isf). Solo il 27,9% infatti e' spesso
soddisfatto di loro, mentre il 50,6% lo e' a volte. La stragrande maggioranza (82,7%) ritiene che nei prossimi anni dovrà
comunque cambiare il modo di fare informazione scientifica. Sono alcuni dei dati che emergono dall'inchiesta realizzata dal
centro studi della Federazione italiana medici medicina generale (Fimmg), su un campione di mille medici. In generale, i medici
di base apprezzano più spesso l'informazione ricevuta dagli informatori scientifici (27,9%) rispetto a quella dell'azienda
farmaceutica (23,1%). Nel 50% dei casi invece il giudizio e' positivo solo a volte. Il maggior gradimento per gli isf viene
soprattutto dal Sud e dalle isole (37,4%) e dagli uomini (28,2%). Tuttavia la maggioranza dei medici e' convinta che sia
necessario un cambiamento nel modo di informare sul farmaco, soprattutto al Nord Est (89,3%) e Nord Ovest (86,2%).
Un mutamento che potrà avvenire, secondo le dichiarazioni raccolte, perchè i medici potrebbero essere meno interessati
per ragioni professionali ad una comunicazione con gli informatori così come fatta oggi (29,5%), o per lo sviluppo dei
mezzi informatici, che può rendere meno diretto il contatto (24,9%) o per una più stringente regolamentazione della
funzione e dei vincoli di questo rapporto (22%).
Tra le proposte di cambiamento indicate dai medici di medicina generale spicca quella della retribuzione del tempo da
loro dedicato agli informatori scientifici (20,1%), specialmente dai professionisti residenti nelle Regioni centrali (27,8%),
e quella di incontri periodici a tema in piccoli gruppi nelle sedi associative (13,2%). Notevole il numero di Isf che
ogni mese i medici ricevono nel loro studio. Si va infatti dai 10 ai 20 nel 36% dei casi, dai 20 ai 30 nel 30,6% e tra i 30
e 40 nel 20,9% dei casi. Tutto ciò, se occorre, senza un calendario (57,8%) o una volta a settimana (24,8%), il più
delle volte tra una visita e l’altra (37%) o solo su appuntamento (37,7%). Le caratteristiche che più colpiscono
positivamente il medico sono il rapporto interpersonale che l’informatore è in grado di instaurare (67,4%) e la
sua competenza scientifica (60,5%). Se però i medici di sesso maschile sembrano prediligere l’aspetto interpersonale
(69,4%), le donne danno la precedenza alla competenza scientifica (69,4%).
La maggioranza (56,6%) dei medici ritiene invece inutile, anche se comprensibile, l’abitudine dell’utilizzo di gadget mnemonici.
Un aspetto su cui devono lavorare gli informatori, conclude il rapporto, è una maggiore conoscenze delle peculiarità delle cure
primarie. Per l’80,1% dei medici intervistati infatti è indispensabile che l’Isf abbia una conoscenza degli aspetti contrattuali e
normativi della medicina generale, nonché della realtà territoriale e dei progetti cui stanno lavorando.
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