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Allarmante articolo pubblicato nella
rubrica Sanità di doctornews.it
Eccolo, riportato integralmente:
Camici bianchi sempre più spesso sul banco degli imputati. Negli ultimi anni si registra un trend al rialzo delle cause
legali intentate contro i medici di famiglia per errori. "In realtà molti procedimenti non sono relativi a veri e propri
errori, ma sono intentati per non aver informato sufficientemente la popolazione sulla prevenzione - spiega Claudio Cricelli,
presidente della Società italiana di medicina generale (Simg) - oltre che sugli esami di screening e gli stili di vita più
corretti per prevenire malattie importanti, come quelle cardiovascolari o oncologiche". "Nel campo dei tumori - prosegue -
i cittadini si aspettano iniziative di educazione sanitaria, di essere informati sugli strumenti più efficaci per prevenire
e combattere neoplasie come quelle della mammella, dell'ovaio, della prostata o del colon". E' quanto cerca di fare la Simg,
con il progetto di gestione integrata del malato di cancro tra oncologo e medico di famiglia o con i numerosi progetti
in area cardiovascolare.
"Uno degli step critici per preparare il medico a educare bene l'assistito e diminuire così i margini di 'misunderstanding' o di
errore - continua Cricelli - è la formazione continua del medico". La Simg "richiede ai propri soci, per essere accreditati, di
rispondere a determinati severi criteri. Tale severità costituisce la migliore garanzia per il paziente sull'adeguata preparazione
del medico. Va ricordato, comunque, che l'errore rappresenta una componente inevitabile della realtà umana. Ma l'analisi sistematica
delle circostanze che hanno portato l'individuo a sbagliare e la messa in atto di iniziative a tutti i livelli (medico di famiglia e
specialista sul territorio, aziende sanitarie, Regioni e ministero della Salute) può ridurre significativamente l'incidenza degli
errori: solo la formazione del medico e la gestione integrata del rischio, infatti, possono determinare cambiamenti significativi
nella pratica clinica, promuovere una cultura della salute più attenta al paziente e agli operatori sanitari e favorire la
destinazione di risorse su interventi tesi a sviluppare organizzazioni e strutture sanitarie sicure ed efficienti".
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