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Più volte in questi ultimi anni abbiamo sentito o letto frasi del tipo: “ripensiamo la funzione dell’Ordine dei Medici!”.
Ed oggettivamente all’inizio del XXI secolo possiamo affermare che il sapere medico è cambiato in maniera così profonda e
ancora più profondamente e rapidamente questo cambiamento avverrà nei prossimi anni, con la indubbia conseguenza che notevoli
saranno le ripercussioni sulla nostra professione quotidiana. Quindi per rimanere al passo con il mutamento della società anche
istituzioni come quella ordinistica hanno necessità di essere aggiornate e rivitalizzate. A tale proposito ricordiamo le ultime
polemiche sui farmaci non convenzionali, su internet ed informatizzazione in campo sanitario, sui temi etici legati alla fine
della vita (testamento biologico, morte cerebrale) ed anche sul suo inizio (pillola Ru486, linee guida per l’aborto) ma soprattutto
sulla cosiddetta malpractice, che a fine giudizio quasi sempre risulta presunta o dovuta a carenze strutturali ed organizzative,
però spettacolarizzata contro il singolo professionista o l’equipe di professionisti coinvolti incolpevolmente.
Tali regole dovranno essere il collante per una coesione innanzitutto dei singoli medici oltre che di tutte le categorie mediche,
con il conseguente risultato che gli Ordini diventino veramente la casa comune per tutti. Nel contempo, pur in uno spirito di
collaborazione con le altre figure, professionali e non, che operano al nostro fianco in campo sanitario, gli Ordini devono
essere capaci di tutelare appieno la peculiarità della professione medica dall’invadenza di queste e delle altre figure che
quasi quotidianamente emergono, soprattutto dopo la nascita delle cosiddette lauree brevi.
Dobbiamo sviluppare quindi alcune tematiche che ci possano permettere di mantenere un ruolo centrale nella vita sanitaria del Paese.
Riteniamo a tal proposito fondamentale lo sviluppo dell’Educazione Continua in Medicina, non siamo però convinti che quella attuale
possa essere la migliore possibile, mal digerita dalla quasi totalità di noi medici, in quanto un coacervo di rigide norme che
peraltro non tiene conto di esigenze personali molto più articolate; riteniamo altresì fondamentale lo sviluppo della comunicazione
nel suo significato universale, ma con una particolare attenzione nei confronti del cittadino malato, in quanto persona in grado di
poter attuare delle giuste scelte in termini di salute attraverso una corretta informazione sanitaria, condannando i facili
scandalismi attraverso i quali la maggior parte degli organi di stampa e radio-televisivi allontanano il cittadino dal medico,
evitando altresì di creare aspettative in termini di salute a cui spesso non si possono dare risposte concrete. Bisogna evitare
che modernizzazione diventi tecnocrazia recuperando il ruolo sociale ed umanitario proprio della cultura medica che vede nella
“persona”, in quanto singolo individuo, il centro della propria attività. Ed è questo il ruolo fondamentale della nostra
professione che altre figure sanitarie ci invidiano, perché sanno che mai potranno avere un rapporto così coinvolgente e
diretto con i propri malati ed i loro familiari. L’Ordine deve continuare a farsi promotore di iniziative dal forte impatto
sia nella politica sanitaria che nella vita quotidiana dei cittadini; così mentre deve restare alta la vigilanza nella
questione dell’emergenza rifiuti (cui il Consiglio uscente ha dedicato importanti iniziative), allo stesso modo deve essere
intensificato l’impegno a sollecitare le diverse Forze Politiche ad abbandonare una politica che guardi prevalentemente al
governo del dato economico per ritrovare con rinnovato vigore una spinta propositiva in termini di investimenti e
razionalizzazione.
Per attuare tutto questo e affrontare le altre problematiche che si affacceranno nei prossimi anni, le nostre associazioni hanno
ritenuto necessario creare un programma che individui gli obiettivi comuni a tutti i professionisti iscritti al nostro Ordine
provinciale, sia medici-chirurghi che odontoiatri, una sorta di work in progress che permetta la reale partecipazione di quanti
riterranno, singoli o associazioni, di condividere le nostre idee o di proporne di nuove. Per far sì che questo possa essere
realizzato si dovrà continuare nell’opera di cambiamento ed ammodernamento, anche strutturale oltre che in termini di idee,
che il Consiglio uscente ha già avviato faticosamente e con spirito di servizio, ma che solo la ritrovata unità tra le associazioni
firmatarie di questo documento potrà portare a compimento.
Vi aspettiamo in tanti! Il vostro entusiasmo rafforzerà la nostra determinazione.
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