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Il punto odierno prende in esame la delibera regionale 1882 e la sua
applicabilità. L'argomento sta già suscitando notevoli discussioni nella Classe medica:
pro e contro. Medicidiercolano.it,
da sempre aperta alle varie interpretazioni e discussioni, indipendente e libera da lacci politici e sindacali, vuole offrire ai suoi visitatori
l'interpretazione ed i punti di vista, in certi casi diametralmente opposti, prospettati da diversi Colleghi
che ne fanno richiesta. Vi offriamo in questa rubrica la chiave di lettura della FIMMG, nella figura del suo
Segretario Provinciale di Napoli, dott. Luigi Sparano che dà alla
delibera regionale una interpretazione, che a nostro avviso, è perfettamente condivisibile,
mentre contestualmente, nelle stesse ore, ci giunge da un collega di
Portici, dott. Arcari, una lettura allarmistica della stessa che, in
tutta onestà, non condividiamo assolutamente. Certi però, che
l'argomentazione sarà oggetto di discussione e di dibattito tra Tutti
Voi visitatori, e al fine di aprire un confronto sulla stessa e
consentire che ciascuno esprima la propria opinione, Vi invitiamo ad intervenire nel nostro FORUM
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 Avanti Colleghi, diamo inizio alle danze !
Istruzioni sulla applicazione della prescrizione “indotta”
dott. Luigi SPARANO Segretario Provinciale FIMMG Napoli
La FIMMG, da anni lamenta da parte dei medici ospedalieri, specialisti ambulatoriali interni ed esterni, universitari, l’uso
“improprio” del farmaco, la facile sostituibilità non motivata delle molecole, la non responsabilità da parte di questi ultimi
determinata anche dalla completa assenza di comunicazione tra i medici ospedalieri, specialisti ambulatoriali interni ed esterni,
universitari,che approcciano ai nostri pazienti dimenticandosi di avere quali referenti i MMG con la conseguenza di turbare molti
dei percorsi assistenziali ampliando le inappropriatezze e gli sprechi.
In una delle delibere e precisamente la 1882 del 26/11/08, viene introdotta una tematica, quella della “prescrizione indotta
identificabile”, non nuova nei concetti, ma assolutamente condivisibile, laddove troverà un’applicazione operativa.
Si tratta in effetti di una possibilità di rendere visibili ,in parte, i percorsi di appropriatezza, indotti da altre
figure professionali e di evidenziarne talvolta, considerando che il compito dei MMG non è quello creare conflitto con
tali figure, di mettere in risalto l’origine di alcune prescrizioni. E’ evidente che i MMG hanno l’assoluta prerogativa di
stabilire quale sia la prescrizione indotta, per cui non necessariamente biffano la “S” sulla ricetta su tutte le prescrizioni
indotte ed è maggiormente evidente che le prescrizioni indotte con i codici identificativi sono da considerarsi “appropriate”
perché non può crearsi di fatto un conflitto tra i MMG e gli specialisti sulla veridicità delle diagnosi e ritenendo non
percorribile , per lo meno come principio, che gli induttori possano essere “inappropriati”. Per cui i Medici, per quello
che riguarda l’obiettività delle prescrizioni, eventualmente contestate ai MMG, potranno avvalersi nei percorsi di verifica
dell’appropriatezza in seno all’UCAD o all’Osservatorio di Azienda, individuare, coinvolgere sensibilizzare i medici induttori
identificati (specialisti ambulatoriali,ospedalieri,universitari accreditati,altri).
Ecco invece la chiave di lettura della delibera regionale del collega Arcari di Portici
ALLARMI! ALLARMI! dott. Francesco ARCARI Medico di MG di Portici
C’è sempre per tutti noi un momento di riflessione. Questa mia considerazione lascia probabilmente il tempo che trova, ma forse è
doveroso esternarla.
Stiamo assistendo, nostro malgrado, alla esautorazione del ruolo del medico di medicina generale.
Ne siamo artefici, complici consapevoli o meno, ignari (?) subitori (come succede ad un popolo sottomesso al suo dittatore).
Mettetela come volete. Ma ne siamo artefici.
Non credo che l’obbligatorietà della biffatura sulla ricetta del SSN sia di buon auspicio per la nostra classe. Tanto meno credo
che possa essere una tutela.
Fin dalla sua origine (ricordate il timbrino….) ho sempre considerato questa procedura un surrogato di garanzia del medico, in caso
di contestazione di eccessiva spesa farmaceutica. Di quale spesa poi!
L’ultima delibera regionale la 1882 rende appunto obbligatorio tale procedura. Sebbene non sia ancora chiaro solo per alcune categorie
di ATC o per tutte.
Meglio? No Peggio!
Dove è finita la discrezionalità nella prescrizione del MMG ?
Siamo circondati da obblighi prescrittivi cui non ci si può esimere dal soddisfare quali le note Afa, i Piani Terapeutici, i LIT
per farmaci del PTOR, i farmaci a distribuzione per conto ed ora anche le prescrizioni specialistiche suggerite.
Cosa ci resta da attendere ?
Forse qualche delibera regionale che ci dirà come e quando prescrivere il cortisone in caso di attacco d’asma!
L’obbligatorietà della prescrizione “suggerita” sarà un freno al libero arbitrio prescrittivi dello specialista ambulatoriale,
ospedaliero o universitario di turno ?
Personalmente non credo. Aspettiamoci invece una ferrea organizzazione.
La scelta del farmaco, per la cura della patologie dei nostri pazienti, non è cosa da lasciar demandare ad altri. Non trova
giustificativi nemmeno nella tutela della professione (ai fini dei controllo e della normalizzazione della spesa farmaceutica) da
pazzesche accuse di “iperprescrizione”.
Allarmi quindi. Allarmi! Si, perché si sta esponendo il fianco alla esautorazione della autonomia del medico di medicina generale,
primum movens dell’accorciamento della sua sopravvivenza, già compromessa.
Ebbene, dopo aver letto queste due interpretazioni consentitemi di dire la mia. Personalmente ritengo che quest'atto deliberativo possa
e debba divenire un'arma nelle mani del Medico di Medicina Generale. Quante volte giungono sulle nostre scrivanie prescrizioni di questo
o quel professorone, che palesemente NON condividiamo ma che siamo costretti a trascrivere sul ricettario SSR
perchè altrimenti si apre
il classico rapporto conflittuale con il proprio assistito? Quante volte ci vengono proposti farmaci costosissimi quando per la stessa
patologia con farmaci di minor costo siamo certi di risolvere quella patologia?
Per non parlare poi di indagini diagnostiche sempre più sofisticate e costose. Ebbene, a mio avviso, queste sono
le classica prescrizione dove la "S" ed il codice del medico induttore vanno segnati a caratteri cubitali. In situazioni di conflittualità
con gli Organi preposti potremo sempre dimostrare che Noi quel farmaco NON lo condividevamo, ed additare pubblicamente i veri
induttori di spesa, che inutile nascondere, noi tutti sappiamo bene chi sono. E' ovvio, che Tutte le altre prescrizioni
indotte, se sono perfettamente condivisibili, NON dovranno MAI essere biffate con la "S", sarebbe un pò come gettarsi la zappa sui piedi.
Pertanto, a mio modesto avviso, questa è la giusta
chiave di lettura della delibera. Dopotutto, analizziamo la cosa, ipotizziamo per assurdo che qualcuno ritenesse utile la
biffatura della "S" in ogni circostanza, non mi meraviglierei se un domani venisse messo in discussione il ruolo del medico di MG,
che sarebbe in tale circostanza relegato a quello di banale trascrittore. Ma non sarà mai così: il nostro ruolo è troppo
nobile e troppo utile alla Comunità, dobbiamo solo riappropriarci, a mio avviso, del ruolo che ci compete. Pertanto, cari Colleghi,
pretendete dai vostri assistiti le ricette con il codice del medico induttore apposto a fianco
alla firma. E' indubbio, che almeno all'inizio, ci sarà il
classico momento di confusione (da dimostrare fino a che punto per la strafottenza dell'induttore o per la reale mancanza del timbrino), ma alla fine sarà un bene
per tutti. A tal proposito sul sito fimmgnapoli è indicata anche una soluzione per la
mancanza del codice.
Saluti a tutti by webmaster
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