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La "querelle" nasce dal convegno, "Il Camice invisibile", organizzato dall'Ordine degli Psicologi della Campania, che ha visto la partecipazione del
Presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli, dott. Gabriele Peperoni.
Nel corso dell'evento, accreditato anche come ECM dal Ministero della Salute, i
relatori hanno sottolineato la necessità di aprire un tavolo per la
sperimentazione della figura professionale dello psicologo di base nella Regione Campania, dal momento che il 50% delle richieste che pervengono ai
Medici di Medicina Generale, dietro la "proposta" di un sintomo somatico, esprimono disagi di tipo relazionale/esistenziale che il medico di Medicina Generale non è in grado di soddisfare. Insomma,
una ipotesi di incrementare l'offerta specialistica negli studi dei medici di famiglia, senza un chiaro e significativo risvolto sui livelli di assistenza: semplificando
"stretto, stretto", un pò come dire i medici di Medicina Generale non
sanno fare bene il loro lavoro ed allora aiutiamoli.
La cosa ovviamente non poteva passare inosservata, e difatti della stessa notizia ne aveva tratto spunto il nostro
Webmaster con il proprio editoriale "il Punto"
in una sua intervista esclusiva al Consigliere dell'Ordine dei medici di Napoli, nonché Vice Segretario Nazionale della FIMMG, dott. Silvestro Scotti.
Questi, rincarando la dose, è stato il primo a sollevare gli scudi contro il
Presidente Peperoni con una propria nota inviata al Presidente
dell'Ordine dei Medici di Napoli,
che è apparsa particolarmente incisiva: "
Egregio Presidente,
Ti scrivo attraverso posta certificata in considerazione del valore ufficiale che vorrei dare alla richiesta che ti esplicito in seguito e che ti prego di portare in discussione al primo Consiglio Direttivo utile.
La notizia nelle sue stesse caratteristiche per i numeri e significatività dei dati proposti appare offensiva per la professionalità dei Medici di Famiglia che mi onoro, fintanto che sarà possibile,
rappresentare non in senso corporativistico ma nell’ambito della conoscenza diretta che mi deriva dallo svolgere lo stesso lavoro, altrettanto offensiva appare l’assenza di repliche o un sostanziale silenzio
assenso legato alla Tua partecipazione nella qualità di Presidente dei Medici e non di altra qualità.
Mi appare facilmente comprensibile quale sia lo spirito della Tua partecipazione considerando il Tuo livello di coinvolgimento nei ruoli sindacali che richiedono una Tua rappresentatività contrattuale anche per
varie aree delle professioni sanitarie e che ormai in questo paese sia abusato il concetto del conflitto di interessi, ma riterrei opportuna a questo punto una definizione reale e definita dell’Ordine dei Medici di Napoli
rispetto alle problematiche di cui alle precedenti notizie.
Mi spiego, appare singolare che si esprima anche attraverso il silenzio una sorta di approvazione all’invasione di competenze tipiche della Medicina Generale da parte di figure non mediche
senza che a quest’ultima sia stato richiesto alcun coinvolgimento, oltretutto sottolineando abilmente in una regione come la Campania possibili risvolti economici di risparmio,
tutti da dimostrare sulla base di dati riportati da cui deriva che:
1. analisi economica su un solo partecipante alla sperimentazione;
2. casistica ai limiti del ridicolo rispetto ai contatti giornalieri della medicina generale che ricordo sono 2 milioni al giorno in Italia e quindi in Campania che ne rappresenta il 10% della popolazione ce ne
aspettiamo 200.000 rispetto ai 700 contatti in tre anni testimoniati dallo studio ;
3. assenza di riferimenti di variazione dei costi dei farmaci nei tre anni di osservazione in un periodo in cui per la scadenza dei brevetti dei farmaci la competizione con i generici ne ha fisiologicamente abbassato i costi;
4. assenza di dati sulla riduzione dei pezzi prescritti sicuramente più efficace, se riferito ai pazienti coinvolti, nel dimostrare quello che anche in quel caso non sarebbe dimostrabile visto che si incide in tre anni su
una piccola percentuale dei contatti e se ne deriva un effetto massimalizzante.
Ritengo pertanto necessario un chiarimento da parte dell’Ordine dei Medici e quindi del Presidente nella Sua funzione di medico, rispetto alla notizia circolata che in assenza delle dovute e leggittime precisazioni
faccia apparire come inappropriate il 17% delle prestazioni richieste a garanzia della salute dei propri pazienti dalla Medicina di Famiglia per una sorta di incapacità assistenziale riferibile ad incapacità gestionale
nell’ambito degli aspetti relazionali, che invece rappresenta un caposaldo della azione professionale quotidiana di TUTTI I MEDICI DI FAMIGLIA e che pertanto sicuramente nel confronto possono arricchire il loro
bagaglio ma non certamente vogliono delegare ad altri la presa in carico relazionale dei propri assistiti che ricordo a me stesso e a tutti li hanno scelti."
Alla nota del Vice-Segretario Scotti aveva fatto seguito anche un comunicato congiunto dell'ANAOO/Assomed, FIMMG
e SMI (leggi ... ). Le OO.SS. sottolineavano che l'operato del Presidente Peperoni, sembrava apparire più come quello di un rappresentante sindacale, essendo quest'ultimo anche Segretario provinciale del SUMAI,
che quello di un tutore "super partes" dei diritti dei medici e dei pazienti.
Insomma , una vera e propria polemica riportata anche dagli Organi di stampa (vedi ).
Fortunatamente il caso sembra che sia rientrato, difatti è di queste ore la pubblicazione di una nota
del Presidente dell'Ordine dei medici Peperoni che Vi alleghiamo:
Comunicato: L’OMCeO di Napoli contro il progetto Psicologi di famiglia.
“Pur ritenendo di procedere verso un percorso condiviso con l’Ordine degli Psicologi, e tutti gli altri Ordini sanitari, con l’obiettivo di portare avanti la riforma degli Ordini, in discussione in Parlamento,
il Consiglio dell’Ordine, presieduto dal Presidente Gabriele Peperoni, esprime una forte contrarietà circa l’istituzione dello Psicologo di base. Le esperienze riportate sono largamente insufficienti per i
numeri e la significatività dei dati proposti. Anche le conclusioni di ipotetici risparmi di spesa si inquadrano in un contesto di riduzione dei costi che riguarda tutta la sanità italiana e, nello specifico,
la riduzione del costo dei farmaci. Si vuole ricordare a tal proposito come la scadenza di brevetti e la riduzione dei costi delle molecole, insieme all’introduzione dei generici, abbia già di per
se provveduto alla riduzione di tali costi. L’attività dello Psicologo, pur necessaria in specifici ambiti operativi (materno-infantile, riabilitazione), non può configurarsi come elemento stabile per
una necessità di pochi cittadini, che possono trovare soddisfazione in un ambito di consulenza, senza duplicare un’attività, quella del medico di famiglia, ampiamente apprezzata dai cittadini.”
Ed allo stesso comunicato ha fatto da eco
anche la dichiarazione del Presidente degli Psicologi
dott. Raffaele Felaco, che ha affermato che l'obiettivo del convegno
"Camici invisibili", era quello di raccontare cosa stesse facendo la psicologia clinica in ospedale e nel territorio
e che gli psicologi non intendono appropriarsi di competenze non
proprie, ma solo collaborare con le altre professionalità per offrire ai
cittadini risposte più adeguate ai bisogni di salute.
Insomma,
ancora una volta, la Medicina Generale sotto la luce dei riflettori con
attacchi mirati provenienti da tutte le direzioni ....... purtroppo anche
interni, seppur rientrati.
Ma niente paura ..... SI VIGILA ......... e fortunatamente siamo in tanti a
farlo.
Che si sappia !!!
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