|
Nuove proposte operative per contrastare l'emergenza
rifiuti in Campania. È quanto contiene il documento sottoscritto
nell'incontro tenutosi all'Ordine dei
medici e degli odontoiatri della provincia di Napoli, dai
presidenti dei medici delle province campane, ma anche di Udine,
Arezzo, Campobasso, Oristano, Catanzaro, intervenuti in
occasione della riunione straordinaria del comitato centrale
della FNOMCeO (Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e degli
Odontoiatri) per la delicata situazione del territorio campano.
La FNOMCeO intende "mobilitare tutti i medici italiani affinchè definiscano e promuovano la cultura positiva dell'uso
e consumo appropriato, efficace e sicuro delle risorse naturali
rinnovabili e non rinnovabili quale patrimonio dell'umanità di
oggi e di domani".
I medici propongono la creazione di una
"rete di sentinelle" nelle comunità e nei territori e
sollecitano "tutti i medici italiani a ricercare e segnalare
ogni possibile connessione tra rilievi di morbilità e
mortalità riscontrati e rischi ambientali".
Come funzionerà la rete delle sentinelle sul territorio
nazionale? "I medici di ciascuna provincia dovranno segnalare
al proprio ordine discrasie e problemi" - spiega il presidente
dell'Ordine dei Medici di Napoli, Giuseppe Scalera - "Sarà
poi il coordinamento centrale a smistare le richieste agli
organi superiori. Elaboreremo una sintesi di quanto arriva e
individueremo quali sono le aree sulle quali i livelli di
guardia devono essere alti. In sei mesi dovremmo avere i primi
risultati e renderli noti. Gli ordini professionali diventeranno
la voce della rete dei medici sul territorio".
In un'area così disastrata come la Campania è necessario che
le tecnologie adoperate siano le migliori, auspica Scalera.
"Noi medici chiediamo in primo luogo la bonifica, ma anche
tecnologie di alto livello qualitativo. Se
vogliamo evitare danni alla popolazione residente devono essere
tecnologie in grado di funzionare costantemente a perfezione.
Acerra, ad esempio, corre il rischio di essere il
termovalorizzatore più grande d'Europa e tra le altre cose la
comunità scientifica internazionale dice che si presenta
obsoleto rispetto a quelli che sono i termovalorizzatori di
ultima generazione".
"Noi diciamo no a un termovalorizzatore che non dia precise
garanzie a livello territoriale - sottolinea - Si a un
termovalorizzatore di nuova generazione in grado poter di
ridurre al minimo i rischi per la popolazione residente. Un
aspetto, questo, che si può tenere in considerazione visto che
l'impianto lo si sta realizzando".
All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente
dell'Ordine dei Medici di Palermo, prof. Salvatore Amato,
e il vicepresidente dell'Ordine di Catania, prof. Giansalvo
Sciacchitano. |