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Intramoenia: il Ddl è legge

Da "Il Sole 24 ore - Sanità" del 2 agosto 2007
L'Aula della Camera ha approvato il disegno di legge sull'intramoenia.
Il testo, già approvato in sede deliberante dalla commissione competente del Senato, ora è legge e permetterà ai medici pubblici di continuare ad esercitare la libera professione intramuraria nei propri studi.
L'opposizione si è astenuta, tranne la Lega che ha votato no. Nel corso dell'esame tutto il centrodestra ha accusato la maggioranza e il governo di varare un provvedimento che manca di copertura finanziaria.
Ora aziende sanitarie e Regioni hanno diciotto mesi dal 31 luglio 2007 per completare la ristrutturazione edilizia e tutte le iniziative ad assicurare al loro interno spazi idonei alla libera professione. Intanto potranno essere mantenute le attuali regole compresa l’intramoenia negli studi.
Se sarà dimostrata la necessità le aziende potranno acquistare, affittare o convenzionare spazi ambulatoriali esterni pluridisciplinari per la libera professione e anche l’attività istituzionale.
Le prenotazioni delle viste in intramoenia e la riscossione degli onorari a tariffe concordate, dovranno essere sotto il controllo di personale dell’azienda.
Dovranno anche essere allineati i tempi medi di esecuzione delle prestazioni istituzionali e di quelle libero professionali perché la scelta del cittadino non sia legata a carenza nell’organizzazione dei servizi. Le urgenze differibili dovranno essere soddisfatte entro 72 ore
Le Regioni possono esercitare poteri sostituivi e licenziare i direttori generali gravemente inadempienti. Nel caso siano loro a essere inadempienti, i poteri sostitutivi sono del Governo e alle amministrazioni può essere negato l’accesso ai finanziamenti aggiuntivi previsti dall’accordo Stato-Regioni dell’8 agosto 2001
Tra le novità della nuova legge c'è anche la possibilità per i dirigenti sanitari del tempo parziale, ma solo in casi di comprovata e particolare esigenza familiare, ferma restando l’esclusiva e con la sospensione dell’intramuraria.
Prorogate infine anche le prestazioni aggiuntive di infermieri e tecnici di radiologia medica, scadute il 31 maggio scorso, sono prorogate fino alla firma del contratto di lavoro con l’obiettivo di garantire continuità nel loro svolgimento.
«Con questa legge – ha dichiarato il ministro Turco - la libera professione dei medici all’interno delle strutture pubbliche è finalmente regolamentata dopo quasi dieci anni di proroghe continue e inconcludenti.
Oggi i medici hanno più certezze dei loro diritti all’esercizio dell’attività professionale intramoenia, con tempi certi per la realizzazione dei locali ove esercitarla, con la previsione di possibilità alternative ben definite e soprattutto con la fine dell’incertezza sulle modalità di esercizio di questa attività che ha caratterizzato gli ultimi dieci anni.
I cittadini avranno invece più garanzie che quest’attività sia esercitata sempre per nome e per conto dell’azienda sanitaria pubblica e posta sotto il suo controllo. L’intramoenia non sarà più una “scorciatoia” obbligata per avere subito una prestazione che non si riesce ad ottenere in regime ordinario ma sarà esclusivamente una possibilità in più offerta al cittadino dal servizio pubblico a garanzia della libertà di scelta del medico che riteniamo sia anch’essa un diritto da salvaguardare e regolamentare adeguatamente.
Ma la legge si pone anche l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa con norme precise che regolano la quantità delle prestazioni che si possono effettuare in libera professione, prevedendo che esse non dovranno superare quelle dovute durante l’attività istituzionale e prevedendo che i tempi di erogazione delle prestazioni in regime ordinario siano progressivamente allineati a quelli in regime libero professionale, al fine di assicurare che il ricorso alla libera professione sia frutto solo di libera scelta del cittadino e non conseguenza di carenze nell’organizzazione delle strutture sanitarie.
E, sempre per combattere le liste d’attesa, la nuova legge prevede anche che ogni Regione debba fissare tempi medi massimi di attesa che saranno costantemente monitorati e l’obbligo, in ogni caso, di erogare le prestazioni urgenti al massimo entro 72 ore dalla richiesta».
«Prendiamo atto – ha commentato il segretario nazionale dell'Anaao Carlo Lusenti – che l’importanza di questo aspetto della vita professionale dei medici è stata compresa anche dalle forze politiche e dal Parlamento che sia al Senato, all’unanimità, che alla Camera, con pochissimi voti contrari, hanno approvato il provvedimento.Sappiamo che quella contenuta nella legge è l’ultima delle proroghe che si sono succedute negli ultimi dieci anni e che dal 1 febbraio 2009 l’attività libero professionale sarà esercitata a regime, dopo che le Regioni avranno provveduto ad adempiere ai compiti loro affidati dalla legge, cioè l’organizzazione di tale attività all’interno delle strutture sanitarie. Su questi aspetti intendiamo aprire un confronto immediato con le Regioni per garantire un assetto organizzativo di tale attività funzionale sia ai medici sia ai cittadini. Vigileremo, però, molto attentamente sulla applicazione della legge sia nella fase transitoria dei prossimi 18 mesi, sia nella gestione definitiva delle norme – ha concluso Lusenti - dal momento che non abbiamo mai nascosto le nostre perplessità su alcuni contenuti poco chiari e difficilmente applicabili della norma oggi approvata».

 
 

 

 
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