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Da "La Repubblica" del 29 agosto 2008 a
firma di Stefano ROSSI
Ristrutturazioni aziendali, cali di produzione, crisi permanenti, cessazione di attività o di ramo d'azienda, fallimento e
liquidazione, concordato preventivo, disdetta di ordini e commissioni, mobilità con esternalizzazioni. Sono molte le
motivazioni che il sindacato ascolta dalle imprese in corso di trattativa. Le conseguenze: cassa integrazione ordinaria e
straordinaria, licenziamenti.
................. Marvecs e X-Pharma vogliono liberarsi di tutti i loro occupati, rispettivamente 900 e 376. Si tratta di
informatori, persone che visitano i medici per propagandare i farmaci della casa. Abituati a stipendi fra i 40mila e i
60mila euro lordi l'anno, devono restituire auto di servizio, computer, cellulare.
Piergiorgio Tagliabue, segretario generale della Femca Cisl, spiega: «Scontano due cose. I continui tagli dei prezzi dei
farmaci, attuati peraltro comprensibilmente dal governo. E il fatto che non ci sono nuovi brevetti, legato al precedente perché c'è meno convenienza».
In estate la Marvex ha cassintegrato 400 persone, 200 sono già usciti con gli incentivi «ma rischia lo stesso il fallimento»,
insiste Tagliabue. Quanto alla X-Pharma, la proprietà tedesca vuole mettere fine all'attività della filiale milanese al 1°
settembre. «Ci sono contatti con soggetti interessati a rilevarla - dice Claudio Bettoni, segretario dei chimici della Cgil -
ma il rilancio passa da un piano industriale credibile». Solo all'inizio dell'anno, infatti, X-Pharma assumeva dall'altra
tedesca Merck un centinaio di informatori. |