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La Federazione italiana medici pediatri (FIMP) ha proposto di
potersi occupare dei loro pazienti anche fino a 18 anni e non più, come accade oggi, fino a 14 (16 nel caso dei ragazzi con malattie
croniche).
La proposta è di Giuseppe Mele, Presidente della FIMP, che ha lanciato dal congresso di Bologna la proposta al ministro della Salute ed
ai colleghi delle società scientifiche. E non solo in Italia.
A nostro avviso tale proposta è assurda e da bocciare.
Tale bocciatura è stata condivisa anche dal segretario generale della FIMMG, Giacomo Milillo,
il quale all'apertura dei lavori del congresso nazionale della FIMP ha sottolineato come i pediatri siano pochi, ed aumentare il loro carico di lavoro sia impensabile; e vada considerato come
per i ragazzi, oggi con comportamenti a rischio sempre più precoci, in particolare per fumo, alcol e droghe,
si dovrebbe pensare di estendere l'età di competenza dei pediatri fino ai 30 anni, perché ormai l'adolescenza si protrae
molto più a lungo che in passato.
Milillo ha sottolineato come il vero problema "non è tanto quello di definire confini tra età pediatrica ed età adulta,
ma quello di creare una continuità nell'assistenza: il medico di famiglia deve poter conoscere meglio il ragazzo che gli
viene affidato, dopo i 14 anni, grazie all'aiuto del pediatra, per prenderlo in carico in maniera adeguata e seguirlo fino
alla vecchiaia. E' un passaggio di testimone importante, che deve essere regolato e valorizzato. Mentre oggi è lasciato
all'iniziativa personale".
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