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L’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini è stata tra le prime, in Italia, ad instituire un servizio di trattamento della malattia a distanza.
Con l'ausilio di un semplice computer e una fotocamera digitale,
oppure un telefono cellulare, medici specialisti ed infermieri
specializzati, controllano sistematicamente lo stato delle
ulcere cutanee, permettendo al paziente di restare nel proprio domicilio. Il servizio
viene svolto dall’Unità Operativa di Telemedicina diretta dal
prof. Sergio Pillon, Primario dell'Azienda Sanitaria S. Camillo-Forlanini di Roma e Direttore del CIRM, tra i primi, inoltre, a condurre
le prime sperimentazioni al Polo Sud nel 1987.
Portare le strutture diagnostiche dove non ci sono, aiutare i medici a
fare una diagnosi, a valutare il rischio cardiovascolare e asmatico, monitorare
patologie come ad esempio il morbo di Parkinson, eseguire diagnosi tempestive
e, di conseguenza, evitare esiti infausti, è lo scopo prioritario della
telemedicina.
Eppure, neanche tra gli esperti della Sanità, si riesce ad uscire dai luoghi comuni sulla telemedicina. Il più becero di questi è che la telemedicina sia una tecnica.
Lo dicono spesso il Ministero della Salute e le Regioni. E se invece di telemedicina la chiamiamo "medicina telematica"… è ancora una tecnica? Lo è quanto la medicina tropicale, la medicina aerospaziale o
la medicina dei viaggi: è un contesto particolare in cui applicare le conoscenze mediche.
Occorre pertanto fare una premessa. L'internet ha creato un nuovo luogo, che per comodità lessicale viene definito "virtuale". In realtà di virtuale non ha nulla, i soldi che scorrono sono veri, a casa arrivano prodotti,
aziende falliscono e crescono ma le regole in questo luogo sono differenti dalle strade dove ci muoviamo tutte le mattine per andare a lavorare.
Ed è per questo che esistono leggi specifiche su ciò che accade o
dovrebbe accadere sulla Rete, che vengono modificate le leggi esistenti,
ma purtroppo esistono ancora grandi vuoti legislativi per quanto
riguarda la telemedicina, che speriamo vengano colmati quanto prima. Eppure la telemedicina è la stessa
Medicina di sempre, che fa SOLO uso delle nuove tecnologie
per spostare le informazioni e NON il paziente.
Pertanto ci sentiamo di affermare che "il futuro è già quì", dal momento che la Telemedicina, nei prossimi anni, assumerà sempre di più un ruolo significativo nello sviluppo di mirate azioni di collaborazione tra professionisti, permettendo così il superamento
delle distanze, piccole o grandi che siano.
Intervista al prof. Pillon
oppure su

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