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La riflessione di quest'oggi
nasce dalla considerazione che suscita in me l’emendamento alla legge
Finanziaria, proposto dal sen. Roberto Manzione (Unione Democratica),
approvato il 1 novembre dalla commissione Bilancio del Senato.
Ebbene, Senatore, Lei
evidentemente è stato mal consigliato o ha fatto una lettura del
problema in modo troppo frettoloso: mi sa dire dove Lei vede il
risparmio per le casse dello Stato nell’obbligo da parte del medico di
utilizzare sulle ricette il solo principio attivo al posto del nome commerciale per i
farmaci di fascia C ?.
Forse Lei dimentica che il
farmaco di fascia C, proprio perché è di fascia C, è a totale carico del
paziente, pertanto favorendo l’impiego di un generico e stabilendo che
un banale raffreddore deve essere curato con un farmaco “cinese” e non
griffato, oppure decidendo che qualunque patologia vada curata con un
prodotto di dubbia provenienza, può determinare solo un notevole
allungamento del periodo di guarigione. Poi è innegabile che
con la sostituibilità da parte del
farmacista questi potrà dispensare ciò che vuole e ciò che
commercialmente è più conveniente.
Dall’altro canto, Lei ha
affermato che “questo intervento serve a creare una prima
disconnessione tra i medici e le case farmaceutiche”. A me sembra
un’affermazione molto grave ed offensiva verso la Categoria, ma ritengo
che saranno gli Organi preposti a vagliarla. Personalmente io la
interpreto come una caduta di stile, un’affermazione indiretta di
“combine” tra medici ed aziende farmaceutiche, e mi consenta
personalmente la trovo inopportuna.
A questo punto la domanda
nasce spontanea: gli elettori del Suo collegio in queste ore staranno
apprezzando quanto Lei è preoccupato per la loro salute? Credo proprio
di no !
Mi permetta di ricordarLe
onorevole che le malattie, TUTTE, colpiscono nel mucchio e pertanto,
scongiuri a parte, è sempre preferibile l’utilizzo di prodotti certi e
garantiti da anni di successo terapeutico, piuttosto che impiegare
farmaci di dubbia provenienza, talora assemblati nei sottoscala. Basta
considerare solo gli anziani, abituati alle loro scatolette, dove anche
il solo cambio di colore delle stesse, innesca apprensione ed inutili
file nei nostri studi, per chiedere conferma se il prodotto è il
medesimo
o se il farmacista o lo stesso medico si è sbagliato nella prescrizione.
Noi medici NON abbiamo
difficoltà a prescrivere il solo principio attivo, e questo lo voglio
sottolineare ed evidenziare a chiari lettere, ma l’obbligatorietà e la sistematicità è inaccettabile:
NOI conosciamo i nostri pazienti e ci adoperiamo per la loro salute;
e solo Noi siamo ben consapevoli quando è preferibile consigliare il prodotto
griffato e quando è opportuno prescrivere il generico, non dimenticando però che
anche questi non sono tutti uguali; ciò lo abbiamo
sperimentato sul campo in questi ultimi anni.
Forse Lei questo non
l’ha mai verificato sulla Sua salute; purtroppo, per Lei, Le devo
ricordare che l’immunità parlamentare serve a ben poco quando la
ruota della “sfortuna” ferma il suo giro su un malcapitato ed in quel
momento conta solo la guarigione: non si bada a spese !
by Webmaster
P.S. Nel frattempo
leggiamo su segnalazione del collega Schiavo, che il Presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli,
sen. Scalera (Diniano), ha firmato un emendamento di modifica alla Legge
Finanziaria che vuole cancellare la norma che obbliga i Medici di Famiglia a prescrivere solo il nome del principio attivo per
i farmaci di classe C, con il rischio di mandare in minoranza il
Governo. ....... staremo a vedere. |