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Considerazioni in
merito alla deliberazione del Direttore Generale ASL Napoli 5 n.
571 del 02/08/07: “piano di intervento per la spesa farmaceutica
territoriale. Linee d’intervento operativo”.
La delibera in
oggetto stabilisce che:
i MMG e PLS debbano indirizzare i
pazienti che sono in trattamento con i farmaci inseriti nell’elenco
della distribuzione diretta (PHT), esclusivamente presso le farmacie
ospedaliere o distrettuali, senza rilasciare prescrizione su
modulo SSN;
i MMG e PLS possano indirizzare i
pazienti, che sono in trattamento con farmaci ad alto costo,
prevalentemente presso le farmacie ospedaliere o distrettuali,
adoperando una modulistica appositamente predisposta; inoltre
l’ammontare del costo dei farmaci prescritti con tale procedura non è
posto a calcolo del “budget” del singolo medico.
Lo stesso provvedimento prevede
“l’acquisto presso le ditte farmaceutiche produttrici come da procedura
di gara ed in caso di urgenza o di esiguità di spesa, ricorrere ai
depositi agli sconti già concordati”.
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Ancora una volta ci troviamo ad
affrontare un pacchetto di provvedimenti restrittivi della autonomia del
MMG, con ricaduta negativa sulla popolazione dei nostri assistiti.
Il provvedimento deliberativo porta data
2/8/07, quindi all’alba dell’operatività della contestata, poi
successivamente annullata, delibera regionale “dei soli principi
attivi”. Viene da considerare che questa ultima delibera aziendale
sia appunto il completamento di una operazione politico finanziaria
avente lo scopo di risparmiare ulteriormente sulla spesa farmaceutica,
peraltro già in trend diminutivo, in danno ai benefici della popolazione
e all’insaputa dei MMG.
Poco importa, evidentemente, circa il
benessere della popolazione assistibile. Benessere che si esprime anche
nella tranquillità, nella certezza e nella continuità delle
somministrazione delle cure. Ciò che invece è un obiettivo principale
dell’operato del MMG.
Un sì fatto provvedimento doveva
prevedere alla origine uno studio programmatico di consumo stimato
dei farmaci ad alto costo, distretto per distretto. Cosa non
impossibile, anzi fattibile, considerando il fatto che l’azienda dispone
delle casistiche inerenti, appunto, il consumo dei farmaci, e che
l’azienda stessa avrebbe avuto tutto il tempo sufficiente per una tale
analisi. Ciò avrebbe consentito una stima per “l’acquisto presso le
ditte farmaceutiche produttrici come da procedura di gara ed in caso di
urgenza o di esiguità di spesa ricorrere ai depositi agli sconti già
concordati” – come previsto nel deliberativo-, tale da non
incorrere, all’atto della sua applicazione, nelle difficoltà cui oggi si
riscontrano: la non disponibilità dei farmaci presso le farmacie
distrettuali.
Difatti pur considerando lo sforzo fatto
nell’allargare e nel potenziare la disponibilità delle farmacie
distrettuali ed ospedaliere, e lo spirito di collaborazione dei medici
nell’accettare delibere aziendali, che espongono il medico ai limiti
della legittimità del loro operato, si assiste oggi alla tarantella
della distribuzione diretta dei farmaci, a causa della carenza degli
stessi. I pazienti vengono invitati a ritirare il prodotto, nella
migliore delle ipotesi il giorno dopo la presentazione della ricetta.
Così si genera disagio, incertezza e
discontinuità della cura. Ovvero si risparmia, forse, ma si incide
negativamente, creando disagio, nella popolazione.
Noi ciò non lo vogliamo.
by Francesco Arcari |