Testata Giornalistica registrata al Tribunale di Napoli (Reg. n° 32 del 30.3.11) - Direttore Responsabile: Francesco Paolo DE LIGUORO
 
... il portale della MediCoop VESEVO
| | | | | | |

Archivio notizie
MediCoop VESEVO
ASL Na 3 Sud
Forum
Utilities
Album fotografico
Vecchio sito
Pubblicità
 
 

Le rubriche

 
 
 
MediCoop VESEVO è su
 
   
Il tuo indirizzo IP è 54.224.164.166
 
 
 
 
 
 


Calcola il Codice Fiscale
 
 
Links utili

F.I.M.M.G.

Ministero della Salute

Comune di Ercolano

E.N.P.A.M.

F.N.O.M.C.e O.

MediCoop VESEVO

Notizie ANSA

La Repubblica

Corriere della sera

La Gazzetta dello sport

Meteo
 
 
Previsioni del tempo
 
 

Accreditato Hon Code
 
 
FORUM
 
Guida al Forum
 
 


Guest book
 
 
Peso forma
 
 

Sceglimi come pagina iniziale
 
 


Web TV

 
  Le Rubriche Utenti online : 506



Note di farmacoeconomia
e
percorsi diagnostico-terapeutici

 

Percorsi diagnostico-terapeutici (PDT) di antibioticoterapia:

LA DIVERTICOLITE

Un diverticolo è una sporgenza nella parete del colon, dovuto ad un'ernia della mucosa e della sottomucosa, attraverso punti di debolezza nella parete muscolare. Il termine diverticolosi indica la presenza di diverticoli multipli e generalmente implica l'assenza di sintomi, mentre il termine diverticolite descrive la presenza di un processo infiammatorio associato ai diverticoli. La sua patogenesi è legata a fattori genetici, ambientali e epidemiologici; fra i fattori ambientali ricordiamo: dieta povera di fibre, obesità, ridotta attività fisica, stitichezza, corticosteroidi, FANS, alcool, caffeina, fumo, rene policistico; tra i fattori epidemiologici abbiamo: età, area geografica, stile di vita e razza.

La prevalenza reale di diverticolosi è difficile da misurare, perché la maggior parte degli individui sono asintomatici. Secondo recenti studi essa sembra in aumento; in effetti, nei Paesi Occidentali, risulta affetto il 10% della popolazione al di sotto dei 40 anni, il 30-40% al di sopra dei 60 anni e il 60% degli ultraottantenni. Negli USA l'incidenza stimata è di 10/100000/anno, con un accesso ospedaliero annuo per la malattia di circa 200000. L'incidenza di diverticoli aumenta con l'età, colpisce circa la metà dei soggetti con più di 80 anni e sono più frequenti nelle donne rispetto agli uomini.

Possiamo distinguere, a seconda l'evoluzione della diverticolite, varie forme:

- malattia sintomatica non complicata,

- malattia sintomatica ricorrente,

- malattia complicata (emorragia, flemmone, perforazione, peritonite purulenta, peritonite fecale, stenosi, fistola, occlusione intestinale dovuta alle aderenze che si sono formate con il processo infiammatorio).

La sintomatologia può essere caratterizzata da forti dolori addominali che possono simulare una forma di appendicite acuta, crampi addominali, diarrea, febbre, meteorismo, nausea, stipsi.

Per la diagnosi, naturalmente va effettuata un'accurata anamnesi ed esame obiettivo, soprattutto va posta diagnosi differenziale con altre patologie del colon, prevalentemente il cancro del colon.

Nei casi non complicati può essere eseguita una Colonscopia con biopsia e/o un Clisma Opaco (sensibilità del 94%, accuratezza diagnostica del 77%), ai fini della diagnosi differenziale con il tumore, la colite, il m. di Crohn. Non esiste consenso su quale delle due metodiche va usata per prima, né se la biopsia è solo raccomandata o obbligatoria.

Nei casi di malattia sintomatica ricorrente in vista di intervento chirurgico, alla colonscopia deve seguire una TC che fornirà indicazioni sulla localizzazione del processo infiammatorio, sull'estensione extraluminale e su coesistenti patologie addominali.

Nella malattia diverticolare complicata (ad eccezione delle forme emorragiche), dopo l'Rx diretta addome va eseguita una TC, che presenta una sensibilità del 90-95% e una specificità del 72%. La colonscopia non è raccomandata nella fase acuta per rischio di perforazioni.

L'ecografia addominale, con una sensibilità dal 84% al 98% e una specificità dal 80% al 97%, è un utile strumento di screening non invasivo, tuttavia presenta un potenziale svantaggio rappresentato dall'interpretazione delle immagini, che può variare da un operatore ad un altro.

Secondo la maggioranza degli autori, nei casi di primo attacco di diverticolite non complicata, va attuato un trattamento terapeutico di tipo conservativo, con l'uso di antibiotici. In effetti circa il 70% dei pazienti trattati per un primo episodio di diverticolite non complicata, non presenterà successivi attacchi e solo il 20% dei pazienti con un primo attacco di diverticolite potrebbe sviluppare in futuro una complicanza. Solo i pazienti che presentano attacchi ricorrenti hanno il 60% di rischio di sviluppare complicanze. Il follow-up a lungo termine mostra, nei pazienti trattati con terapia conservativa, una remissione per diverticolite del 2% per anno. I casi di diverticolite non complicata possono essere gestiti in ambito ambulatoriale, con modificazioni della dieta e utilizzando antibiotici orali; se queste condizioni non sono soddisfatte o il paziente non riesce a migliorare con la terapia ambulatoriale, è necessario il ricovero ospedaliero.

Nelle forme lievi la terapia consiste nell'idratazione e nella terapia antibiotica:
amoxicillina + clavulanato per via orale ogni di 12 ore per 7-10 giorni o la combinazione di: (ciprofloxacina -500 mg x 2 e metronidazolo 400 mg x 2), anche per via orale per 7-10 giorni, e antispastici.

Per i pazienti con ipersensibilità immediata alla penicillina, utilizzare:
metronidazolo 400 mg per via orale, ogni 12 ore per 7-10 giorni in associazione con trimetoprim + sulfametossazolo 160-800 mg per via orale, ogni 12 ore per 7-10 giorni.

Se non vi è alcun miglioramento in 48 a 72 ore, prendere in considerazione l'effettuazione di una TAC per valutare l'esistenza di una diverticolite complicata (ad esempio raccolta intra-addominale). Nelle forme moderate e severe il soggetto dovrebbe essere ricoverato in ospedale, deve essere sospesa l'alimentazione e la terapia deve essere somministrata per via endovenosa. Gli antibiotici sistemici ad ampio spettro consigliati sono: il Metronidazolo o la Clindamicina (Cleocin) associati ad un Aminoglicoside (Gentamicina), o ai Monobattamici (Aztreonam) o alle Cefalosporine di III generazione (Rocefin, Claforan). In alternativa una Cefalosporina di II generazione (Mefoxin) o I Betalatamici inibitori. Si possono usare antidolorifici, compreso narcotici, ma bisogna evitare la morfina che, aumentando la pressione endocolica, potrebbe causare spasmi del colon e conseguente ipersegmentazione; l'oppiode di scelta, che diminuisce la pressione all'interno del viscere, è la Meperidina. Superata la fase acuta i pazienti devono essere istruiti sul mantenimento di una dieta ricca di fibre e, a quelli che continuano a lamentare dolori crampiformi, meteorismo e irregolarità dell'alvo, vanno aggiunti agenti lassativi "di massa" e antispastici. L'uso preventivo di antibiotici per alcuni giorni ogni mese, in mancanza di trial clinici, rimane empirico.

Il trattamento conservativo della malattia non complicata mostra una risoluzione dei problemi nel 70-100% dei pazienti e il follow-up a lungo termine nei pazienti trattati con terapia conservativa mostra una ripresa della malattia del 2% per anno.

Il trattamento chirurgico va preso in considerazione quando si verificano almeno due o tre attacchi di malattia diverticolare sintomatica documentati. Va comunque considerato che ad ogni episodio ricorrente il paziente è meno responsivo alla terapia medica. E' ovvio che il beneficio che si può ottenere con la chirurgia nei casi di attacchi ricorrenti deve essere soppesato con i rischi di un intervento in quei pazienti anziani, defedati o con malattie concomitanti.

L'intervento chirurgico sembra un'alternativa possibile nei pazienti giovani, in vari studi prospettici, infatti, si sosterrebbe la necessità dell'intervento precoce nei pazienti di età inferiore a 50 anni (2-5% sul numero totale dei pazienti). Una indicazione all'intervento chirurgico elettivo si ha anche nei pazienti che fanno uso di terapia immunosoppressiva (pazienti trapiantati, con patologie renali o con sindrome da immunodeficienza acquisita), anche se hanno avuto un solo attacco di malattia. In questi casi infatti il trattamento medico si è rivelato inefficace. Va poi segnalato che nei pazienti immunodepressi è molto frequente la perforazione libera. E' indicato l'intervento chirurgico anche in quei casi in cui, con le indagini preoperatorie, non è stato possibile escludere la presenza di un tumore del colon associato. Nella malattia sintomatica non complicata esiste consenso generale sulla necessità di asportare il tratto di colon malato, in genere il sigma.

Nei casi non complicati non operati, le recidiva possono essere prevenute con l'assunzione orale di agenti "di massa". Nella malattia non complicata i dati indicano che una dieta ad alto contenuto di fibre previene i sintomi e protegge dalle complicanze (1% per ogni anno di follow up). Nella malattia complicata, dopo il trattamento conservativo il rischio di complicanze è del 2% per ogni anno, e la necessità di una resezione si ha solo nel 3% dei pazienti nelle serie cliniche controllate. Sono scarsi in letteratura i dati di follow up riguardanti la qualità di vita e i dati funzionali quali la frequenza di evacuazione e la continenza. Va segnalato che dopo una resezione sigmoidea è sorprendentemente alta la persistenza di saltuario dolore addominale nei quadranti inferiori (1-27%).

La prevenzione può essere ottenuta mediante l'eliminazione dei fattori coinvolti nella patogenesi di questa malattia.

A conclusione di questo articolo mi sembra opportuno riportare delle semplici regole per prevenire la diverticolite o velocizzarne la guarigione:

• Non bere alcolici, caffè, tè

• Assumere molti liquidi non gassati

• È possibile assumere estratti vegetali stimolanti la funzionalità intestinale (es. psillio)

• Praticare sport

• Ridurre il peso

• Seguire una dieta leggera, abbondante in fibre e povera di grassi → le fibre sono amici della salute: prevengono la diverticolite e stimolano la peristalsi intestinale.

(fema)

 
 
Altri capitoli sulle "Note di farmacoeconomia e percorsi diagnostico-terapeutici"
 
 
Il nostro è un sito ... VIVO:
 

 
    
 
     
 
     
 
     
Tempo libero
 
 
 
 
LINKS  UTILI
 vai su
Webmaster dott. DE LIGUORO

© 2015 Powered by
DeLiWeb - 2006-2012