Testata Giornalistica registrata al Tribunale di Napoli (Reg. n° 32 del 30.3.11) - Direttore Responsabile: Francesco Paolo DE LIGUORO
 
... il portale della MediCoop VESEVO
| | | | | | |

Archivio notizie
MediCoop VESEVO
ASL Na 3 Sud
Forum
Utilities
Album fotografico
Vecchio sito
Pubblicità
 
 

Versione iPhone

 
 
 

Le rubriche

 
 
 
MediCoop VESEVO è su
 
   
Il tuo indirizzo IP è 54.196.2.131
 
 
 
 
 
 


Calcola il Codice Fiscale
 
 


Il sito sull'i-Phone
Fotografa il QR-Code

 
 

Accreditato Hon Code
 

Lascia un messaggio
 
 
Cerca nel sito
 
 
 
Previsioni del tempo
 
  Le Rubriche Utenti online : 868



Note di farmacoeconomia
e
percorsi diagnostico-terapeutici

 

Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA):

TUMORI DELLA VESCICA

Il cancro della vescica è il quarto cancro più comune negli uomini e l'ottavo più comune nelle donne. L'incidenza e la mortalità aumentano con l'età; l'età media alla diagnosi per il cancro alla vescica è 73 anni, l'incidenza è di 142 casi ogni 100.000 per gli uomini di età compresa tra 65-69 anni, e 296 per 100.000 se ultra 85enni; per le donne l'incidenza è di 33 casi per 100.000 nelle fasce di età 65-69 anni, e di 74 per 100.000 se ultra 85enni; la mortalità è di 7.7 decessi ogni 100.000 uomini e 2,2 decessi ogni 100.000 donne. Il rapporto maschi-femmine di 3 a 1.
Circa il 70% dei nuovi casi sono tumori non invasivi (Ta, T1, o carcinoma in situ), mentre il restante 30% sono tumori muscolo-invasivi (T2-T4). Sono colpiti ogni anno circa 27mila italiani.

Ci sono tre principali tipi istologici di tumori della vescica: carcinoma uroteliale, carcinoma a cellule squamose e adenocarcinoma. Il carcinoma uroteliale è di gran lunga il tipo più comune, l'incidenza è legata all'età e all'esposizione a cancerogeni ambientali, soprattutto al fumo di sigaretta.

L'eziologia è multifattoriale e coinvolge sia fattori genetici che ambientali, numerose sono le forme che si sviluppano in seguito ad esposizione professionale a una varietà di sostanze chimiche, principalmente ammine aromatiche; a seconda della frequenza dell'esposizione il periodo di latenza può variare fino a 50 anni. Le cause più comuni sono:

• Il fumo di sigaretta (maggiore incidenza, il rischio è correlato con il numero di sigarette fumate, la durata del fumo, e la profondità di inalazione); è responsabile del 65% di casi di tumore della vescica.

• fattori occupazionali: i lavoratori impiegati nel campo dei coloranti organici, delle raffinerie metallurgiche e della lavorazione della gomma, esposti in generale ad agenti cancerogeni industriali e nello specifico ad agenti chimici quali le amine aromatiche, corrono un rischio maggiore rispetto agli altri di sviluppare un tumore della vescica. Il rischio imputabile a cause occupazionali è compreso tra il 10 e il 20%: ciò significa che fino al 20% dei casi sono riconducibili a fattori occupazionali;

• L'esposizione alla Ciclofosfamide

• Schistosomiasi: infezione da Schistosoma haematobium (prevalentemente in Medio Oriente e Africa).

• Calcolosi delle vie urinarie, se presente da molti anni.

• Cateteri, se utilizzati per molti anni.

• Diverticoli vescicali.

• Vescica neurogena.

• Metastasi da altri tumori maligni primari.

• Estrofia vescicale.

• Abuso Fenacetina: consumo pesante di analgesici contenenti fenacetina è stato collegato con lo sviluppo del cancro uroteliale (questo agente non è più disponibile negli Stati Uniti, ma può essere di importanza storica).

• Irradiazione pelvica per il trattamento di altre neoplasie pelviche

Fattori di rischio:

• Pazienti con lesioni del midollo spinale con vescica neurologica che richiedono drenaggio vescicale a lungo termine con un catetere di Foley; l'irritazione cronica di lungo termine da cateteri in generale aumenta il rischio di sviluppare il cancro della vescica (carcinoma a cellule squamose)

• Oncogeni associati con il cancro della vescica (la famiglia del gene p21)

• Geni oncosoppressori (p53 sul cromosoma 17p; gene retinoblastoma (Rb) sul cromosoma 13q; geni sul cromosoma 9: 9p21 e 9q32-33)

Disturbi associati

• Infezioni delle vie urinarie

• L'iperplasia prostatica benigna , può essere un reperto di comorbidità

La prevenzione primaria consiste nella modifica dei fattori di rischio; la cessazione del fumo riduce il rischio dal 30% al 60%, tuttavia il rischio non ritorna al livello dei non fumatori. I pazienti a rischio di esposizione professionale (ad esempio, l'esposizione a una varietà di sostanze chimiche sul posto di lavoro, soprattutto ammine aromatiche) dovrebbero ridurre l'esposizione ad agenti cancerogeni chimici attraverso l’utilizzo di sistemi di protezione individuali. Le diete ricche di grassi e le diete ricche di colesterolo sono state correlate con un aumento del rischio relativo di sviluppare il cancro alla vescica. Evitare l'uso prolungato di cateteri, anche se ciò potrebbe essere difficile (ad esempio, nei pazienti paraplegici in cui l'uso del catetere è essenziale).

Diagnosi

L'indagine clinica dovrebbe iniziare con un'attenta anamnesi, tra cui una storia di fumo di sigaretta o esposizioni professionali. I pazienti con sintomi urinari dovrebbero effettuare un esame delle urine e una urinocultura per escludere una cistite. Il sintomo più frequente è l’ematuria macroscopica indolore, tuttavia, un'ematuria microscopica si verifica in quasi tutti i pazienti; il dolore è una caratteristica tardiva, che indica una malattia in stadio avanzato, altri possibili sintomi includono pollachiuria e/o stranguria; tuttavia, questi sintomi sono aspecifici, poiché sono comuni in altri disturbi urologici (ad esempio, cistite) e, di conseguenza, può essere utile per la diagnosi effettuare un esame istologico con biopsia vescicale. La malattia più avanzata può causare perdita di peso, dolore addominale e dolore osseo e anemia a causa dell'ematuria acuta o cronica.

L'ecografia dell'apparato urinario, essendo un esame non invasivo, rappresenta spesso il primo esame che viene effettuato nel sospetto di una neoplasia vescicale. A volte il rilievo di papillomi vescicali è incidentale, cioè avviene per caso durante uno studio ecografico dell’addome richiesto per altri motivi. L'ecografia permette inoltre di valutare le alte vie escretrici con l'identificazione di neoformazioni della pelvi e dei calici renali, o visualizzare una idronefrosi che potrebbe essere secondaria ad una ostruzione neoplastica dell'uretere (2%). Lo studio ecografico deve essere condotto a vescica piena per migliorare la sensibilità della metodica. Risultano tuttavia di difficile individuazione ecografica le neoformazioni vescicali inferiori ai 5 mm di diametro.

La citologia urinaria è un'indagine semplice e non invasiva che ricerca cellule tumorali nelle urine del paziente. Devono essere raccolte le prime urine della mattina perché sono le più ricche di cellule esfoliate dall'epitelio durante la notte. Ha una alta sensibilità nei tumori di alto grado ma bassa in quelli di basso grado. La citologia negativa non esclude tuttavia la presenza di neoplasia uroteliale.

Considerando la scarsa sensibilità dell'esame citologico, sono stati sviluppati negli ultimi anni numerosi test con markers cellulari, alla ricerca di metodologie più sensibili per la diagnosi dei carcinomi uroteliali. Numerose reviews sui markers urinari sono state pubblicate negli ultimi anni, ma al momento non è stato individuato nessun test sufficientemente affidabile. Pertanto nessun markers, ad oggi, è in grado di sostituire durante il follow-up la cistoscopia, inclusa anche la citologia urinaria e non è provato che la loro adozione possa dilazionare l'intervallo tra gli esami cistoscopici, nel follow-up dell';urotelioma vescicale NMI.

La cistoscopia è la procedura fondamentale per la diagnosi e la sorveglianza della malattia, essa fornisce informazioni sulla localizzazione del tumore, sull'aspetto e sulle dimensioni e consente, qualora ci fosse necessità, di effettuare prelievi bioptici. Viene eseguita in regime ambulatoriale con l'uso di strumenti rigidi o flessibili e non necessita, di regola, di procedure anestesiologiche se non l’uso di lubrificanti uretrali a blando effetto anestetico locale. La cistoscopia viene utilizzata sia per effettuare la prima diagnosi in caso di sospetto di papilloma, che nel Follow-up di pazienti sottoposti a resezione endoscopica. Il rischio di recidiva (70%) o di progressione (20%) del carcinoma vescicale superficiale, impone che i pazienti siano sottoposti ad una sorveglianza stretta e prolungata nel tempo, dopo l'iniziale diagnosi e trattamento, mediante cistoscopia. Questa sorveglianza, combinata con l’uso di terapie endovescicali ed esame citologico urinario, rendono questa patologia molto costosa nella gestione. Nonostante una miglior conoscenza della biologia della malattia e l’uso di terapie endovescicali, i risultati in termini di recidiva e di progressione della neoplasia vescicale superficiale non sono migliorate nelle ultime decadi ed il fenomeno è conseguente anche a fattori iatrogeni, come diagnosi misconosciute (falsi negativi agli accertamenti diagnostici) o resezioni transureterali inadeguate con permanenza di neoplasia residua o la coesistenza di carcinoma in situ non evidenziata alla cistoscopia tradizionale.

La cistoscopia a fluorescenza offre miglioramenti nella rilevazione di lesioni neoplastiche piane, come carcinoma il in situ. La tecnica viene effettuata instillando per via endovescicale un fotosensibilizzatore, come l'acido 5-aminolevulinico, che induce fluorescenza macroscopica del tessuto tumorale nella vescica. La procedura comporta un rischio del 5% di infezioni urinarie.

L'Uro-TC è di supporto alla cistoscopia il suo utilizzo a differenza delle altre metodiche sinora citate permette di visualizzare le neoplasie ureterali e le eventuali localizzazioni extravescicali della malattia.

Terapia

Le lesioni non invasive possono essere trattate endoscopicamente; la capacità di asportarle completamente dipende dalla dimensione e dal numero di lesioni, dalla profondità di invasione, e dalla posizione del tumore. Se le lesioni sono multiple o si ripetono frequentemente, può essere effettuata la terapia intravescicale (con Bacillus Calmette-Guérin [BCG] o mitomicina C). Alcuni pazienti con lesioni recidivanti e / o progressione della malattia possono infine richiedere cistectomia. In caso di malattia avanzata viene in genere eseguita la cistectomia radicale con linfoadenectomia pelvica. I pazienti che non possono o non vogliono sottoporsi a cistectomia, possono essere trattati con resezione transuretrale aggressiva del tumore della vescica (TURBT) in combinazione con radioterapia e / o chemioterapia

La prognosi dipende principalmente dal tipo istologico del tumore, stage (profondità di invasione), e grado.

L'iter aggiuntivo per tutti i pazienti con carcinoma della vescica comprende la valutazione del tratto urinario superiore con urografia endovenosa (IVU), ecografia renale, UroTC e UroRM.

(fema)

 
 
Altri capitoli sulle "Note di farmacoeconomia e percorsi diagnostico-terapeutici"
 
 
Il nostro è un sito ... VIVO:
 

 
    
 
     
 
     
 
     
Tempo libero
 
 
 
 
LINKS  UTILI
 vai su
Webmaster dott. DE LIGUORO

© 2015 Powered by
DeLiWeb - 2006-2012