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Prevenzione cardiovascolare

(a cura di Felice MAIORANA)

 

CURIOSITA' STORICHE

Proseguendo nel nostro discorso sulle origini della prevenzione cardiovascolare, è opportuno, prima di addentrarci nel problema e nell’esame dei singoli fattori di rischio, citare alcune curiosità storiche che evidenziano come la cultura della prevenzione, anche se in modo embrionale ed empirico, abbia nel mondo occidentale, origini molto antiche che affondano le loro radici nel mondo etrusco e greco-romano.

Le prime nozioni di prevenzione furono introdotte probabilmente da Ippocrate (IV sec. A.C.) di Kos che è universalmente considerato il padre della medicina e l’inventore della cartella clinica, infatti fu il primo ad attuare l’osservazione scientifica dei pazienti valutandone l'aspetto ed i sintomi ed ad introdurre i concetti di diagnosi e prognosi, una rivoluzione per quei tempi in cui la malattia era considerata un castigo divino.
Credeva che lo stile di vita del malato potesse portare alla guarigione della malattia da cui questo era affetto e considerava la dieta come un complesso di regole e prescrizioni basilari che il malato era tenuto a seguire. Per lui il termine dietetica stava ad indicare non soltanto la qualità, la quantità e l’igiene degli alimenti, ma anche l’intero modo di comportarsi (moto, esercizio, bagni, ecc.) per conservare la salute. Assai famoso era il decotto di orzo, ancor oggi conosciuto come la "tisana di Ippocrate"; recenti esperienze cliniche provano che la frazione mucillaginosa dell'Orzo concentra e amplifica le proprietà curative del decotto per i disturbi intestinali. Questo cereale è dotato, infatti, di buone proprietà antinfiammatorie e rinfrescanti per tutto l'apparato digerente, pertanto va somministrato a chi soffre di flatulenza, borborigmi, fenomeni fermentativi e stitichezza.

In Italia il concetto di prevenzione era già noto presso gli Etruschi, popolo vissuto in Etruria, (area geografica corrispondente alla Toscana, all'Umbria fino al fiume Tevere e al Lazio settentrionale, con propaggini in Liguria e verso la zona padana dell'Emilia-Romagna e della Lombardia) a partire dall'VIII secolo a.C.
Gli Etruschi davano molta importanza all'igiene personale, alla scelta dell'habitat in cui vivere, all'alimentazione ed all'attività fisica. Prevalentemente le loro città erano costruite nei pressi di fiumi o torrenti che venivano regolarmente bonificati e che fornivano l’acqua necessaria per le loro pratiche igieniche. Le numerose sorgenti di acqua calda provenienti dal sottosuolo vulcanico dell'Etruria, erano intensamente sfruttate per la cura delle più svariate patologie, come d'altronde si continua a fare tutt'oggi negli stessi luoghi: Saturnia, Viterbo, Chianciano.

A Roma il primo medico, secondo Plinio il Vecchio, fu il greco “Archagathos” che vi giunse nel 219 a. C. e che divenne famoso per l’eccessivo “interventismo” nel tagliare e bruciare per cui fu soprannominato “carnifex” (boia) o “lanius” (macellaio). Successivamente furono numerosi i medici greci che si stabilirono a Roma dando origine all’arte medica. In effetti prima dell’arrivo dei medici greci non esisteva una vera e propria professione medica, la medicina veniva amministrata dal “pater familias”, ed era fondata su ricette casalinghe, con l’utilizzo di alcuni rimedi, quali: lana, olio, vino, cavolo, ecc.

Gli antichi Romani avevano a cuore soprattutto le norme igieniche allo scopo di formare buoni soldati e proteggere la salute di tutti i cittadini; a Giovenale (poeta 55 – 127 d.C.) si deve la famosa locuzione latina, ancora oggi molto di moda, “mens sana in corpore sano” con cui si sanciva il principio della stretta relazione esistente tra mente e corpo, un corpo sano e in salute aiuta la mente a dare il meglio di sé.
Fin dal periodo repubblicano si iniziarono a costruire acquedotti, bagni e terme, si presero provvedimenti atti a risanare luoghi malsani, si fecero studi per scegliere oculatamente i luoghi dove costruire nuovi insediamenti urbani, vennero emanate delle direttive al fine di moderare l'alimentazione e di evitare malattie. Celso (medico romano del I secolo), autore de “ il De Medicina” trattato su: dieta, farmacia, chirurgia, ad esempio, si dilunga parecchio sull'importanza della dieta, sulla opportunità della moderazione nei rapporti sessuali, sulla necessità di scegliere un clima conveniente e di dedicarsi all'esercizio fisico ed ai bagni.

Pertanto già in epoca romana si incomincia a porre l’attenzione su alcuni capisaldi fondamentali su cui si regge ai giorni nostri la prevenzione:

- L'educazione fisica che veniva impartita nei ginnasi e nelle palestre al fine dare alla patria cittadini sani e soldati forti.

- L'igiene alimentare, esistevano leggi perché ci fosse un comportamento di moderazione nei banchetti e che stabilivano persino la quantità dei cibi da usarsi a seconda delle persone presenti. Vi era una vigilanza sui generi alimentari: gli Edili (magistrati romani) erano responsabili del controllo sulla qualità dei prodotti in vendita all'interno dei mercati e potevano emettere contravvenzioni.

- L’igiene urbana era codificata da leggi ben definite, ad esempio vi erano disposizioni precise sugli appalti per lo svuotamento dei pozzi neri e non era consentita la circolazione all'interno della città durante il giorno ai carri che trasportavano i materiali di rifiuto.

La scuola medica salernitana (XI secolo) è considerata la più antica ed illustre istituzione medievale medica del mondo occidentale; in essa confluirono tutte le grandi correnti del pensiero medico fino ad allora conosciuto: secondo la tradizione nacque dall'incontro di un medico romano, uno greco, uno ebreo ed uno arabo. Il motto della scuola era: “si tibi deficiant medici, medici tibi fiant haec tria: mens laeta, requies, moderata diaeta”  (Se ti mancano i medici, siano per te medici queste tre cose: l’animo lieto, la quiete, la moderata dieta).
Ahimè come sono attuali, ma disattese queste parole!

La Scuola si fondava sulla tradizione greco-latina e su nozioni provenienti dalle culture araba ed ebraica. Essa rappresenta un momento fondamentale nella storia della medicina per le innovazioni che introduce. L'approccio era basato fondamentalmente sulla pratica e sull'esperienza che ne derivava, aprendo così la strada al metodo empirico e alla cultura della prevenzione. Infatti, veniva dato particolare importanza all’armonia psico-fisica e al valore di una dieta corretta ed equilibrata, principi che ancora oggi sono ripresi e riaffermati dalla medicina psicosomatica e dalla scienza dell'alimentazione. Le regole fondamentali della scuola salernitana sono raccolti nel Flos Medicinae Salerni (detto anche Regimen sanitatis salernitanum o Lilium medicinae): un trattato igienico-profilattico a carattere divulgativo che, attraverso alcune norme scritte in versi, individuava una serie di elementi (alimentazione, luoghi, fattori climatici, attività fisica...) che andavano controllati e regolati al fine di conservare e migliorare la salute dell'individuo.

E’ nel secolo XVII, infine, che si assiste alla nascita della scienza moderna basata sull’osservazione e la sperimentazione; fu in questo secolo che si affermarono le dottrine del già citato Bernandino Ramazzini, fondatore della medicina del lavoro, che gettò le basi della prevenzione negli ambienti lavorativi. Nel secolo successivo un altro grande medico Edward Jenner che scoprì il vaccino per il vaiolo fu il padre della moderna immunizzazione contro le malattie infettive. I progressi scientifici che si avranno in questo secolo ed in quello successivo hanno reso la medicina e la prevenzione una scienza moderna e all’avanguardia.

 
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