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Prevenzione cardiovascolare

(a cura di Felice MAIORANA)

 

Consumo di frutta e verdura - (35° capitolo)

La domanda sorge spontanea, tanto per parafrasare il famoso giornalista televisivo, Antonio Lubrano, qual è il ruolo del consumo di frutta e verdura nella prevenzione cardiovascolare? In effetti, come già accennato in uno dei primi articoli, lo studio Interheart, pubblicato su "Lancet" nel settembre 2004, che ha analizzato il rapporto fra i fattori di rischio e la malattia coronarica, ha preso in considerazione nove fattori di rischio comuni a tutte le popolazioni del mondo e tra questi la scarsa assunzione di frutta e verdura. Numerosi sono gli studi a livello mondiale che mettono in relazione il consumo di frutta e verdura, la salute in generale e la prevenzione cardiovascolare in particolare. Da questi studi emerge che circa l'1,8% del carico mondiale di malattie è stato attribuito al basso consumo di frutta e verdura (2,6 milioni di decessi nel 2000, di cui circa il 50% per cause cardiovascolari).

Le linee guida per una sana alimentazione raccomandano il consumo di almeno cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura; una meta analisi pubblicata sul Journal of Human Hypertension rafforza tale raccomandazione sottolineando l'importanza di frutta e verdura nella prevenzione delle patologie coronariche. L'indagine ha preso in esame i risultati di 12 studi di coorte, per un totale di quasi 280 mila individui coinvolti e un follow-up medio di 11 anni.
Dall'analisi dei dati è emerso che, rispetto a coloro che consumavano meno di 3 porzioni al giorno di frutta e verdura, coloro che ne consumavano 3-5 o più di 5, presentavano una riduzione del rischio coronarico pari, rispettivamente, al 7% e al 17%.

In una meta-analisi pubblicata su The Journal of Nutrition sono stati inclusi 9 studi di coorte per un totale di circa 91 mila uomini, quasi 130 mila donne e 5 mila eventi coronarici. L'analisi dei dati ha evidenziato che il rischio di coronaropatia diminuisce del 4% per ogni porzione di frutta e verdura consumata ogni giorno. Inoltre, le probabilità che si verifichi un evento coronarico diminuiscono del 7% in coloro che consumano abitualmente frutta, rispetto a chi non è solito mangiarne.
In uno studio pubblicato su Lancet (2006 Jan 28;367(9507):320-6), è stato evidenziato il ruolo di una dieta ricca di frutta e verdura nella prevenzione di ictus, patologie cardiovascolari e tumori. Allo scopo sono stati analizzati i dati relativi alle abitudini alimentari di circa 250 mila persone; in base alle porzioni quotidiane di frutta (1 porzione=77g) e verdura (1 porzione=80g) sono state identificate tre categorie: meno di 3, da 3 a 5 e più di 5 porzioni al dì. I risultati hanno evidenziato che, maggiore era il consumo di frutta e verdura, e più il rischio di ictus diminuiva. In particolare, rispetto a chi ne assumeva meno di 3, in coloro che consumavano dalle 3 alle 5 porzioni al giorno, il rischio diminuiva dell'11%, mentre per consumi superiori alle 5 razioni quotidiane, il rischio si abbassava del 26%.

In un ampio studio prospettico europeo della University of Oxford, sono stati arruolati circa 300.000 persone, coloro che consumano otto o più porzioni di frutta e verdura ogni giorno avevano una riduzione del 22% del loro rischio di malattia cardiaca ischemica fatale rispetto ai quelli che mangiavano meno di tre porzioni. Inoltre, l'aumento giornaliero di frutta e verdura di una sola porzione (80 grammi) ha portato ad una diminuzione del 4% nel rischio di morte per cardiopatia ischemica. (Crowe European Heart Journal).

Da questi e da numerosi studi osservazionali, l'OMS ha raccomandato un apporto giornaliero di 400 - 500 gr al giorno, suddivisi in cinque porzioni, di frutta e verdura.
Sembrerebbe che l'effetto protettivo sia legato alla presenza di antiossidanti, che come abbiamo più volte ripetuto, hanno un effetto preventivo sulla formazione e la progressione della placca aterosclerotica; tuttavia studi randomizzati con supplementazione nella dieta di vitamine antiossidanti non hanno prodotto gli stessi effetti; sembrerebbe, pertanto, che accanto agli antiossidanti, giocano un ruolo fondamentale anche gli altri componenti della frutta e verdura nella protezione cardiovascolare, infatti, frutta e verdura contengono migliaia di sostanze fitochimiche biologicamente attive che possono interagire in diversi modi per prevenire le malattie e promuovere la salute.
I costituenti fondamentali della frutta e verdura sono rappresentati dalle vitamine: folati, vitamina A - C - E - K; minerali: magnesio, potassio, calcio, ferro, selenio; sostanze fitochimiche: carotenoidi, clorofilla, fibre, flavonoidi, indole-3-carbinol, isoflavoni, isotiocianati,lignani, fitosteroli. Queste sostanze riducono la pressione arteriosa, migliorano il profilo lipidico e la sensibilità all'insulina.

Secondo uno studio francese pubblicato sull'American Journal of Epidemiology, ai flavonoidi sono state attribuite, oltre a proprietà di prevenzione nei confronti delle patologie cardiache e di alcune forme tumorali, anche il rallentamento del declino cognitivo nella terza età. Lo studio ha coinvolto 1640 soggetti con 65 anni o più, che hanno riportato le proprie abitudini alimentari e si sono sottoposti a visita medica all’inizio dell’indagine e per altre quattro volte nel corso dei 10 anni di follow-up. Ad ogni visita, per valutare le facoltà cognitive, venivano effettuati tre test specifici tra cui il Mini-Mental State Examination (MMSE) per valutare la presenza, l’entità e la progressione del deterioramento cognitivo. In seguito ad aggiustamento dei dati per età, sesso e livello di educazione è emerso che un elevato apporto di flavonoidi sarebbe associato a un migliore livello cognitivo all’inizio dello studio e a una minore perdita di lucidità nel corso dei 10 anni di osservazione. In particolare, coloro che al momento del reclutamento sono stati inseriti nella più alta categoria di consumo (dai 13,6 ai 36,9 mg di flavonoidi al giorno) presentavano migliori performance cognitive e al termine del follow-up avevano “perso” solo 1,2 punti sulla scala del MMSE. I partecipanti che presentavano il minor apporto di flavonoidi, invece, partivano da livelli cognitivi più bassi e nel corso dello studio perdevano 2,1 punti al MMSE, riportando, quindi, un maggiore deterioramento delle capacità intellettuali. In un altro studio pubblicato su Neurology, sembrerebbe che gli over 65, che mangiano 2,8 porzioni di verdura ogni giorno, riducano il proprio declino cognitivo del 40%, rispetto ai coetanei che ne assumono meno di una porzione. In particolare, riferiscono gli autori dello studio, le verdure a foglia verde sarebbero le responsabili della maggiore protezione; i meccanismi alla base di tale associazione non sono del tutto chiari, ma un ruolo fondamentale potrebbe essere svolto dall’azione antiossidante della vitamina E e di altri composti (flavonoidi e carotenoidi) presenti nei vegetali. Il consumo di adeguate quantità di frutta e verdura sarebbe associato a una migliore mineralizzazione ossea, soprattutto nei giovani e nelle donne dopo i 60 anni. Sono queste le conclusioni di uno studio inglese pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, che si è occupato di esaminare la relazione tra il contenuto di minerali nelle ossa e l'apporto dietetico di frutta e verdura in diverse categorie di persone: adolescenti, giovani donne e anziani. Tale associazione potrebbe essere dovuta alla presenza in frutta e verdura di sostanze alcaline che inibiscono il riassorbimento osseo, di vitamina C che inibisce l'azione degli osteoclasti, responsabili del disfacimento della matrice ossea, e di vitamina K che stimola la mineralizzazione ossea. Il meccanismo alla base dell'associazione riscontrata non è ancora del tutto chiaro, tuttavia se dovesse venire confermata da ulteriori studi di approfondimento il consumo di frutta e verdura potrebbe rappresentare una sorta di terapia alternativa e "naturale" per la prevenzione e il trattamento dell'Osteoporosi.

Riassumendo, frutta e verdura:

• Saziano per la buona presenza di fibra e facilitano il controllo del peso corporeo, con una diminuzione dei rischi di ipertensione, diabete e infarto che si associano al sovrappeso e all’obesità.

• Prevengono alcune malattie dell'intestino, sempre grazie all'elevata presenza di fibra: stimolano i movimenti intestinali (peristalsi) e rallentano l’assorbimento di grassi e zuccheri.

• Contrastano i danni prodotti dai radicali liberi, grazie alla ricchezza in vitamine e fattori antiossidanti.

• Aiutano a reidratare l'organismo per l'alto contenuto di acqua.

• Svolgono azione remineralizzante, per la buona presenza di sali minerali.

• Forniscono (soprattutto la frutta) zuccheri semplici, di veloce assimilazione.

• Contengono composti fitochimici con specifica azione protettiva.

• Favoriscono la crescita della naturale flora batterica, e creano un ph intestinale (livello di acidità) sfavorevole alla flora putrefattiva (azione "disintossicante").

In conclusione si può muovere qualche critica a questi studi, in quanto le prove, che il consumo di frutta e verdura abbiano un effetto protettivo contro la malattia cardiovascolare, provengono principalmente da studi epidemiologici osservazionali. Tuttavia, l'assunzione di frutta e verdura è associata a particolari caratteristiche sociali, culturali, e stili di vita che potrebbero anche conferire la protezione contro le malattie cardiovascolari e, in quanto questi fattori di confondimento non sono adeguatamente controllati negli studi osservazionali, la conclusione che esiste una relazione causale tra assunzione di frutta e verdura e la prevenzione delle CVD non è completamente giustificata.

Gli studi controllati, di prevenzione nutrizionale sono ancora scarsi, ed i risultati finora non hanno dimostrato in modo conclusivo che l'assunzione di frutta e verdura protegge dalle malattie cardiovascolari, in parte perché gli interventi dietetici non sono stati abbastanza intensivi da consentire l'analisi ottimale dei loro effetti possibili. Rigorosamente in condizioni sperimentali controllate, il consumo di frutta e verdura è associato ad una diminuzione della pressione arteriosa, un importante fattore di rischio cardiovascolare, mentre gli effetti sui livelli dei lipidi plasmatici, il diabete, ed il peso corporeo non sono ancora stati completamente esplorati. L'ipotesi che i componenti di frutta e verdura diminuiscono la formazione di ateromi e prevengono le sue complicanze è stata esplorata in modelli animali, in sistemi di colture cellulari in vitro e in studi umani utilizzando end point integrati. In considerazione della complessità della composizione della frutta e verdura e della fisiopatologia della malattia, l'importanza di questi modelli di plausibilità biologica di associazione tra il consumo di frutta e verdura e malattia coronarica rimane discutibile.

In ogni caso, la frutta e la verdura devono essere consumate come parte di una dieta equilibrata, come fonte di vitamine, fibre, sostanze fitochimiche, e acqua, per ridurre gli eventi cardiovascolari, secondo le raccomandazioni OMS (400-500 gr al giorno divisi in cinque porzioni).

 
 
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