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Prevenzione cardiovascolare

(a cura di Felice MAIORANA)

 

CIOCCOLATO FONDENTE E RISCHIO CARDIOVASCOLARE  (53° Capitolo)

In questi ultimi anni, diversi studi hanno documentato che il consumo di cioccolato fondente può giocare un ruolo molto importante, nel breve e nel medio termine, nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, grazie alla riduzione dei livelli di pressione arteriosa e al miglioramento del profilo lipidico; pertanto, data la larga diffusione di questo prelibato alimento nella dieta della maggior parte della popolazione, ho ritenuto opportuno riportare alcune curiosità sul cioccolato e le evidenze scientifiche del beneficio apportato sul sistema cardiovascolare, venute alla luce in questi anni.

Il cioccolato, definito dai Maya “cibo degli dei”, giunse in Europa con i conquistadores spagnoli; da allora ha conquistato il palato dei consumatori di tutto il mondo, ma solo negli ultimi anni si stanno chiarendo i suoi possibili benefici nella prevenzione cardiovascolare.

Le prime coltivazioni di cacao, di cui si ha notizia, furono effettuate dai Maya intorno all’anno 1000 A.C., successivamente anche gli Atzechi si dedicarono alla coltura del cacao e alla produzione della cioccolata, associando il cioccolato alla dea della fertilità.
Il cacao veniva consumato durante le cerimonie religiose e veniva offerto insieme all’incenso come sacrificio alle divinità, inoltre veniva consumato come bevanda, chiamata “xocoatl”, che aveva l'effetto di alleviare la sensazione di fatica, effetto probabilmente dovuto alla teobromina in esso contenuta. I semi di cacao, inoltre, erano usati anche come moneta e unità di misura. Il cacao arrivò in Italia solo nel '600 grazie ad un commerciante di Firenze e nello stesso periodo si diffuse nel resto dell'Europa.

Le principali sostanze contenute nel cioccolato sono:

1) I flavonoidi, sostanze antiossidanti che agiscono contro l’invecchiamento (non sono presenti nella cioccolata bianca).

2) Il burro di cacao che possiede proprietà nutritive per la pelle. Viene utilizzato anche puro, poiché da’ sollievo e idrata anche le pelli secche e screpolate.

3) Il magnesio stimola lo sviluppo delle cellule cutanee. Tonifica e migliora l’umore.

4) La caffeina agisce come stimolante dell’organismo e tonifica la pelle.

5) La teobromina stimola il muscolo cardiaco e il sistema nervoso. Si trova in quantità maggiore nel cioccolato fondente.

6) La feniletilamina stimola il buon umore.

In particolare i flavonoidi agiscono in senso positivo sul sistema cardiovascolare per le spiccate proprietà antiossidanti, anti-ipertensive, antinfiammatorie, anti-aterogene, anti-trombotiche, inoltre migliorano la biodisponibilità dell'ossido nitrico e questo può a sua volta innescare una cascata di eventi che comprende, ad esempio, il miglioramento della funzione endoteliale, aumentano il flusso sanguigno a livello muscolare e possono contribuire a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, ictus e diabete.

In uno studio australiano è stato visto che persone obese o in sovrappeso, che assumevano la bevanda ricca di flavanoidi, avevano una pressione sanguigna decisamente più bassa rispetto a quelle che consumavano una bevanda a basso contenuto di flavonoidi. Inoltre, nel primo gruppo è stato osservato un aumento della FMD (dilatazione flusso-mediata), misura della capacità di un vaso sanguigno di dilatarsi.

Nei semi del cacao sono presenti numerosi composti polifenolici, prevalentemente flavonoidi e il cacao in polvere è l’alimento con il più alto contenuto: più il cioccolato è amaro, più è alta la concentrazione di cacao e quindi di flavonoidi.

Studi condotti in vitro hanno dimostrato che i flavonoidi prevengono l’ossidazione delle LDL, bloccando i radicali liberi e chelando ioni metallici. I polifenoli – quali le epicatechine – si legano alle LDL e VLDL plasmatiche, proteggendole dall’ossidazione. I flavan-3-dioli e le epicatechine sono stati identificati come i principali composti antiossidanti del cacao e del cioccolato. I flavonoidi agiscono anche sull’aggregazione piastrinica. L’effetto del cioccolato sull’attività piastrinica si esplica sul metabolismo degli eicosanoidi (leucotrieni e prostacicline), metaboliti bioattivi che mediano i processi infiammatori. Le prostacicline inibiscono l’aggregazione piastrinica e sono anche potenti vasodilatatori, mentre i leucotrieni stimolano l’aggregazione, sono vasocostrittori e proinfiammatori. In seguito all'assunzione di cioccolato fondente ricco in flavonoidi, si ha una modulazione benefica del rapporto leucotrieni/prostacicline che porta a una diminuzione dei primi e a un aumento delle seconde.

Il ruolo svolto dai flavonoidi è sottolineato anche dalla pubblicazione di un recente articolo su Circulation. L’indagine evidenzia il ruolo del cioccolato fondente nella prevenzione dell’aterosclerosi, sottolineando che il potere antiossidante e la diminuzione dell’aggregazione piastrinica sono entrambe azioni di rilievo in termini di prevenzione dell’aterosclerosi.

Sino ad oggi le varie ricerche sul tema sono state condotte sul breve periodo, per questa ragione ricercatori australiani hanno realizzato un modello matematico in grado di prevedere gli effetti benefici a lungo termine, studiando un campione di oltre 2 mila pazienti. I partecipanti al progetto di ricerca erano affetti da ipertensione arteriosa e da sindrome metabolica, tuttavia nessuno di essi era affetto da malattie cardiovascolari o diabete e non era sottoposto a terapia antipertensiva. Dalle statistiche è emerso che consumando ogni giorno e per 10 anni un piccolo quantitativo di cioccolato fondente, si possono prevenire 70 disturbi cardiovascolari (ictus o infarto) non mortali e 15 mortali ogni 10.000 consumatori. Gli autori della ricerca, oltre a sottolineare che il consumo di cioccolato fondente “potrebbe rappresentare una strategia efficace e conveniente per le persone con sindrome metabolica (e senza diabete)”, hanno anche calcolato il costo della “terapia al cioccolato” per un anno intero: soli 31 Euro.

Aspetto da tenere in considerazione è che essi hanno utilizzato cioccolato fondente tra il 60% ed il 70% (alcune barrette hanno oltre il 90% di cacao) e analizzato soltanto persone affette da sindrome metabolica: gli studiosi ipotizzano che i risultati potrebbero essere simili o migliori in soggetti sani. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica British Medical Journal, sarà ampliato contemplando anche l’insufficienza cardiaca ed altre tipologie di cioccolato.

Un team di ricercatori dell’Università di Cambridge in Inghilterra ha condotto una metanalisi su 7 studi (che hanno coinvolto 114 mila persone), in 5 studi è emerso che vi era una correlazione positiva tra consumo di cioccolata e rischio cardiometabolico. In particolare su 14.875 soggetti che mangiavano molto cioccolato è stata osservata una riduzione del 37% delle malattie cardiovascolari e del 29% di ictus. Solo uno studio ha valutato l'associazione tra consumo di cioccolato e diabete ed ha rivelato un effetto benefico dell'alimento con una riduzione del rischio pari al 31% in uomini e donne giapponesi. Tutti i dati tengono conto di fattori quali: età, sesso, indice di massa corporea, attività fisica, fumo, alimentazione (compreso il consumo di caffeina) e livello di educazione.

Da uno studio randomizzato, pubblicato su JAMA nel 2003, si è visto che l'assunzione regolare di 100gr di cioccolato amaro al giorno è in grado di ridurre del 21% il rischio di malattie cardiovascolari, con un effetto che per alcuni versi può essere paragonato a quello di farmaci di uso corrente per tale tipo di prevenzione.

Sulla rivista Nutrition è stato pubblicato uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Granada, coordinati da Magdalena Cuenca-García, che comprendeva 1.458 adolescenti di vari paesi europei, di età compresa tra i 12,5 e i 17,5 anni . Lo studio è stato finanziato dall’Unione Europea, come parte del progetto HELENA-CSS (Healthy Lifestyle in Europe by Nutrition in Adolescence). La conclusione di questa ricerca è che un elevato consumo di cioccolato è associato a un livello totale più basso di grassi negli adolescenti europei; in altre parole più i giovani consumano cioccolata, meno grasso accumulano specialmente intorno al punto vita.

Per quanto concerne gli effetti sul Sistema Nervoso Centrale e sulla Psiche, i carboidrati e gli zuccheri contenuti nel cacao inducono la produzione di alcuni ormoni, come le endorfine e gli oppioidi, prodotti naturalmente dal cervello, più velocemente di molti psicofarmaci. La reazione ormonale e chimica dell'organismo all'ingestione di cioccolato, risulta così assai simile all'azione di una particolare classe di farmaci antidepressivi chiamati SSRI (Selective Serotonin Reuptake Inhibitors). Aumentando la concentrazione di Serotonina a livello cerebrale si ha il successivo miglioramento del tono dell'umore; inoltre, gli acidi grassi del cioccolato sono in grado di indurre la produzione di composti cannabinoidi endogeni (simili cioè alla cannabis, ma prodotti dal nostro organismo), mentre il contenuto di magnesio influisce rilassando e riducendo gli effetti dello stress; la caffeina, assieme alla teobromina ha un effetto positivo sulla concentrazione mentale. Queste ricerche confermerebbero, quindi, che, il piacere che deriva dal mangiare cioccolato, ha chiare basi biologiche e non solo psicologiche.

Chiaramente essendo un cibo calorico va utilizzato in piccole quantità, si calcola che 10 grammi al giorno siano sufficienti per l’attività benefica; tuttavia, sono necessari ulteriori studi più ampi e approfonditi, soprattutto di carattere sperimentale, prima di poter raccomandare il consumo di cioccolato come alimento protettivo nei confronti di patologie diffuse come le malattie cardiovascolari. In ogni caso questi studi almeno non ci fanno sentire in colpa se consumiamo piccole quantità di cioccolato fondente (si consiglia fondente almeno al 70%), in quanto non solo non comportano un aumento di peso, ma certamente sono benefici sul nostro organismo e sul nostro umore; anche in considerazione del fatto che il cacao abbia anche un effetto afrodisiaco.

Montezuma, che possedeva un harem di 600 concubine, ne beveva 5 tazze al giorno; Madame du Barry, favorita di Luigi XV, la offriva ai suoi amanti; Casanova la raccomandava prima e dopo le fatiche d'amore.

A buon intenditor poche parole.

dott. Felice Maiorana

 
 
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