|
| |
| |
 |
|
|
|
Speciale VILLASIMIUS

|
| Milillo: pronti a mostrare i muscoli se ce ne
sarà bisogno ! |
|
Concluso il 62° congresso nazionale della
FIMMG a Villasimius. Suonano forti le parole del Segretario Nazionale
della FIMMG Giacomo Milillo, rivolte prevalentemente alle istituzioni, nello specifico
al ministro della Salute Livia Turco ed a Enrico Rossi, assessore alla Sanità della Toscana e coordinatore di tutti gli
assessori regionali alla Sanità: "Chiediamo una contrattazione autonoma per la
Medicina Generale, anche perché
gran parte della retribuzione del medico di famiglia finisce per essere assorbita dagli investimenti che sosteniamo per
mandare avanti la nostra attività. Pertanto, alla fine, resta ben poco in tasca. La percentuale degli aumenti e i tempi di
contrattazione sono legati a quelli dei camici bianchi del pubblico impiego che, a differenza dei medici di famiglia,
non sostengono spese "in proprio". Per questo, chiediamo una contrattazione autonoma per la
Medicina Generale e chiediamo
che nel calcolo dei costi della medicina generale vadano conteggiate tutte le spese.
Andremo avanti con la forza della ragione, ma siamo pronti a mostrare i muscoli se ce ne sarà bisogno
!" |
|
|
|
| Presidente di Farmindustria,
Sergio Dompè |
|
Venerdì 12 ottobre 2007, Villasimius
Affermazioni del Presidente di Farmindustria: "Un paziente italiano pro capite ha un costo di 210 euro in media rispetto al costo di un cittadino europeo, che ha un
costo di 274,5 quindi la nostra spesa risulta minore rispetto agli altri Paesi Europei e rispetto al 2006.
La prescrizione del generico può andare anche bene, soprattutto se serve a far risparmiare il cittadino, ma è fondamentale che
la sua prescrizione sia fatta con cognizione di causa, ovvero che il prescrivente sia il Medico di Medicina Generale.
E' inaccettabile l'ipotesi di prescrizione del principio attivo invece del
medicinale nell'ASL Napoli 5" |
|
|
|
| Ministro della Salute Livia Turco |
|
Giovedì 11 ottobre 2007, Villasimius
Interessanti dichiarazioni fatte dal
Ministro della Salute Livia Turco al 62° Congresso Nazionale della FIMMG
in svolgimento: "Mi rendo conto che la vicenda della convenzione della medicina generale è da chiudere.
E sono pronta a impegnarmi perchè il tavolo di trattativa abbia più peso politico.
I problemi di retribuzione, previdenza, formazione, aggiornamento e fisco che i medici di famiglia pongono
- ha spiegato la Turco - sono questioni serie e importanti. Per questo voglio impegnarmi affinché il tavolo delle trattative
abbia una maggiore considerazione politica e che, rispetto alle vostre richieste, ci sia una forte assunzione di
responsabilità. Credo sia giusto che il Governo e le Regioni si rendano conto che alcuni dei problemi che ponete come
categoria necessitano di una risposta urgente e immediata".
Ha inoltre ribadito che quelle dei medici di famiglia sono
"richieste sacrosante di medici che vogliono innovare e chiedono gli
strumenti per farlo. Il mio impegno, dunque
- ha concluso - non è soltanto quello di dare una risposta, ma
di fare in modo che ci sia una consapevolezza maggiore sul valore politico
generale e non solo di categoria delle vostre richieste".
Inoltre la Turco, rispondendo all'intervento del Segretario Generale FIMMG, Giacomo Milillo,
ha sottolineato l'importanza della "peculiarità del rapporto fiduciario che si instaura tra il MMG ed i pazienti", ritenendolo un punto
di forza che va riconosciuto e rilanciato e che, allo stesso tempo, può migliorare il Sistema Sanitario.
Infine, il Ministro Turco ha dichiarato che "nel Decreto di legge di ammodernamento del SSN correlata alla finanziaria 2007 è
previsto uno sportello unico ASL-Comune per semplificare l'accesso del cittadino ai servizi socio-sanitari e che saranno stanziati
3 miliardi di euro per investimenti nel SSN, maggiori risorse per l'ammodernamento del SSN e 60 milioni di euro per la ricerca sanitaria".
|
|
|
|
| Milillo: NO alla sostituibilità
del farmaco da parte del farmacista |
|
No alla sostituibilità del farmaco, indicato sulla ricetta dal medico di famiglia, da parte del
farmacista. Lo dice forte e chiaro Giacomo Milillo, segretario generale della
FIMMG, dal congresso di Villasimius dove ha annunciato battaglia contro questa pratica. "Consideriamo inaccettabile e ci batteremo per
abolirla - ha spiegato nella sua relazione - la pratica della sostituibilità del farmaco o quella analoga della prescrizione per
principio attivo, che tolgono al medico e lasciano al farmacista la scelta finale del prodotto. Un farmacista che troppe volte
sceglie il 'sostituto' in base alla sua maggiore convenienza". Milillo sottolinea che il cambio del prodotto in corso di terapia
per malattie croniche produce evidenti disagi per il cittadino e necessità di aggiustamenti posologici da parte del medico.
"Il problema è aggravato - continua - dal fatto che la numerosità delle aziende farmaceutiche che producono e commercializzano
lo stesso farmaco generico e l'impossibilità per il farmacista di procurarseli tutti, lo autorizzano a cambiare continuamente
marca scegliendo di volta in volta esclusivamente il prodotto che offre maggior utile". La FIMMG non è contraria "all'impiego
dei farmaci bioequivalenti. Anzi, li considera un'opportunità per la razionalizzazione della spesa farmaceutica, e ha aderito
alla campagna dell'AIFA (Agenzia italiana del farmaco) per la promozione del loro corretto uso, che deve però prevedere, almeno
per i trattamenti delle patologie croniche, non solo l'indicazione del principio attivo, ma anche quella del produttore e la
sua prescrizione non deve essere sostituibile. Perché i farmaci fra loro bioequivalenti, tutti validamente utilizzabili, non
sono fra loro identici e il paziente di fronte a un'intolleranza o una risposta diversa a un trattamento viene da noi e siamo
noi a dover trovare una soluzione al suo problema".
|
|
|
|
| Milillo: il farmaco è per il medico di famiglia ciò che il bisturi è per il chirurgo |
|
Il farmaco rappresenta il più importante strumento direttamente a nostra disposizione per curare
e prevenire. E come il chirurgo pretende giustamente di avere il pieno controllo del bisturi mentre opera, così il medico di medicina
generale vuole avere il pieno controllo nell'uso del farmaco. Per questo il camice bianco mal tollera le eccessive limitazioni
frutto di una minuziosa attività regolatoria spesso a rischio di inapplicabilità. E non sopporta le interferenze amministrative
sull'atto della prescrizione. Queste in particolare si sono negli ultimi anni moltiplicate, appesantite da formalità burocratiche
che in nome dell'appropriatezza mirano esclusivamente a razionare la spesa farmaceutica pubblica italiana, già fra le più basse
d'Europa.
|
|
|
|
| Premio Mario Boni - Edizione 2007 |
|
A Villasimius, giovedì 11 ottobre 2007, nel corso del 62° congresso nazionale della FIMMG, è stato consegnato
al dott. Ernesto Di Cianni di Ercolano, l'edizione 2007 del premio "Mario Boni". Il premio
di 2500 euro, che testimonia la memoria e la riconoscenza del
Sindacato all'indimenticato Segretario, è stato motivato per l'articolo
scritto dal collega e pubblicato sull'edizione campana de "La Repubblica". |
|
|
|
| 62° Congresso Nazionale FIMMG - METIS:
Emergenza cronicità |
|
Villasimius, 8 ottobre 2007
COMUNICATO STAMPA
UN ITALIANO SU TRE SOFFRE DI UNA
MALATTIA CRONICA
È EMERGENZA PER LA SANITÀ E PER LA SALUTE DEL NOSTRO PAESE
Si apre oggi il 62° Congresso FIMMG a Villasimius, in
provincia di Cagliari
Sono figlie naturali dei nostri tempi. Sono le
malattie croniche. Ci troviamo di fronte ad una epidemia
di proporzioni inusitate, che impegnerà in maniera
importante le risorse del nostro Paese.
Le malattie croniche diventano un problema sanitario e
sociale se la società non è organizzata per affrontarle.
Ed i numeri già confermano l’allarme.
Un italiano su tre soffre di una malattia cronica, ovvero il
36,6 % della popolazione, con punte del 40,1 nel centro
Italia. Sono malati cronici l’80,7% degli anziani, ma non
sono immuni neanche i giovani sotto i 24 anni: il 9,9% (9,7%
nel 2001) ed il fenomeno è destinato ad aggravarsi
soprattutto nelle donne.
Una indagine ISTAT del 2005 riporta la fotografia della
popolazione secondo il tipo di malattia cronica dichiarata,
da cui emerge che:
- le malattie croniche più
diffuse tra la popolazione, rilevate nell’ambito di 24
patologie sono:
- l’artrosi/artrite al
18,3%
- l’ipertensione
arteriosa al 13,6%
- le malattie allergiche
al 10,7%
- diabete circa 3.000.000
- le malattie croniche con netta
prevalenza femminile sono:
- l’artrosi/artrite
(21,8% contro il 14,6%)
- l’osteoporosi (9,2%
contro l’1,1%)
- la cefalea (10,5%
contro il 4,7%)
- Uno svantaggio maggiore per
gli uomini si osserva invece per:
- la bronchite
cronica/enfisema (4,8% contro il 4,2%)
- l’infarto (2,4% contro
l’ 1,1%)
Ma la situazione diventa più grave
se ad essere malato è un immigrato e non un italiano.
Una casistica prodotta dall’IRCCS San Gallicano di Roma
conferma che:
- su 9.952 immigrati, il
37,1% è affetto da patologie croniche degenerative e
dimostra una minore aderenza alla terapia a causa delle
difficili condizioni di vita: dai numerosi cambi di
residenza, all’assenza alle visite di controllo, alla
non accettazione di alcuni effetti collaterali dovuti ai
farmaci assunti.
Ma quali sono le cause di questa
che viene a prospettarsi come la pandemia dell’imminente
futuro? Un gruppo esiguo di fattori di rischio,
combinati tra loro, ad esempio ipertensione arteriosa,
tabagismo, alcool, colesterolo alto, sovrappeso, basso
consumo di frutta e verdura, inattività fisica, sono i
responsabili della maggior parte delle malattie croniche.
Queste cause, insieme a caratteristiche immodificabili come
età e familiarità, sono alla base di cardiopatie, malattie
vascolari e neurologiche, malattie respiratorie croniche
fino ad alcuni gravi tipi di neoplasie. L’età poi favorisce
lo svilupparsi della cronicità.
“Il miglioramento delle condizioni economiche-sociali”
- commenta Giacomo Milillo, Segretario Nazionale – “i
progressi della medicina, l’allungamento della vita media
stanno generando radicali modificazioni delle storie
naturali di malattia. Malattie anche gravi sono divenute
croniche. Si sta verificando un vero e proprio
spostamento dell’asse delle cure, un viraggio, dall’acuto al
cronico. In sostanza, non tanto un cambiamento dei
bisogni, quanto invece il prolungarsi degli stessi e
l’aggiungersi di altri.
È il fattore tempo ad entrare ora prepotentemente in
gioco. I pazienti cronici spesso affrontano non solo
singoli episodi di malattia, ma articolati percorsi di cura.
La malattia cronica diventa allora un unico, complesso
episodio longitudinale nel tempo. Ciò comporta maggiore
numero di visite specialistiche, ricoveri in ospedale,
interventi. Il trend è quello di una “complessificazione”
delle cure che richiede competenze differenti con una più
forte capacità di guida nel tempo, dove l’esito non è la
guarigione, ma il mantenimento il più a lungo possibile di
uno stato di salute/benessere e qualità della vita”.
E il fattore cronicità rischia di mettere seriamente a
rischio l’equilibrio della sostenibilità del Sistema
Sanitario Nazionale. È infatti troppo spesso trattata nelle
sedi sbagliate e con costi sociali ed economici altissimi.
Le malattie croniche infatti generano nei cittadini una
crescita delle aspettative, un rapporto diverso con la
salute che viene quindi considerata un percorso che, come
tale, necessita di interventi, cure, assistenza…un aumento
della domanda non sempre corrispondente ai bisogni reali.
Questi saranno i temi affrontati nella prima giornata di
apertura dei lavori del 62° Congresso FIMMG.
Grande rilievo sarà altresì posto su argomenti che occupano
importante spazio nel dibattito politico, culturale e
mediatico di questi ultimi tempi, dal dolore cronico, alla
vaccinazione HPV, alla BPCO, la malattia del fumo. |
|
|
|
Notizie FIMMG  |
|
| | |
 |
 |
| |
|
|