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Dopo i medici, anche i farmacisti campani hanno
sotterrato il "calumet" della pace. Il malcontento nella categoria, già evidenziato nei giorni scorsi
a causa delle nuove norme sulle prescrizioni che potrebbero venire applicate a partire dal primo maggio, ovvero l'obbligatorietà
del codice ICD9-CM indicatore della patologia e l'inserimento del solo
principio attivo, che a detta ANCHE dei farmacisti rappresenta una chiara
violazione della privacy, oltre che rappresentare un adempimento
burocratico che di fatto non comporta alcun risparmio alle casse
regionali, ha raggiunto l'apice dopo l'annuncio dell'approvazione al Senato, di un emendamento alla
legge sblocca-fondi per le regioni con i conti in rosso, che di fatto impone uno stop per
dodicii mesi alla possibilità di
recuperare i crediti attraverso i decreti ingiuntivi.
Per un anno, dunque, chi ha già presentato ingiunzioni di pagamento esecutivo o è in procinto di intraprendere la via giudiziaria
per recuperare il proprio credito, dovrà attendere. Si tratta di una mossa tesa a garantire che le risorse assicurate alle Regioni
con grave crisi finanziaria, vengano interamente utilizzate per l’assistenza, anziché essere assorbite dalle spese
legali per pignoramenti.
Va però detto che se passa lo stop ai decreti ingiuntivi, per molte
farmacie della regione Campania, già in grosse difficoltà economiche,
all'orizzonte c'è il baratro del fallimento. Basta considerare che molte
banche prestano soldi sulla base di fatture inevase e di certificazioni
del credito solo se sanno che "a mali estremi" il farmacista potrà ricorrere all'ingiunzione di pagamento.
Se dovesse venir meno questo presupposto cade tutto il sistema finanziario; intanto le ricette continuano ad essere spedite
ed i pagamenti per i farmacisti continuano a non venire: tanto per non cambiare tra le Aziende Sanitarie Campane più disastrate un posto
sul podio spetta alla Napoli 5.
Si apprestano ....................... nuvoloni all'orizzonte !! |