Consigli per l' I N F L U E N Z A

Pubblicata il: 5 gennaio 2012

Autore: Francesco Paolo DE LIGUORO

L'influenza è arrivata. Le richieste di consigli telefonici, visite domiciliari, certificazioni per il lavoro, si susseguono senza sosta. La "campagna d'autunno" con le vaccinazioni a tappeto, i consigli, le informazioni sull'influenza, è ormai un pallido ricordo.
Per le settimane a venire la battaglia contro l'influenza si combatte sul campo..

Anche Carmela, 35 anni e sempre in buona salute, mi telefona: "Dottore, penso di avere l'influenza"
I sintomi sembrano concordare con la diagnosi.
Da ieri la febbre è salita bruscamente a 38,7 °C. con mal di testa e forti dolori articolati diffusi per tutto il corpo. Ha un pò di tosse ma, soprattutto, si sente a pezzi.
"Erano anni che non me la prendevo, ma in ufficio sono stati male tutti ...

Carmela, purtroppo, non è vaccinata contro il virus dell'influenza, ma, fortunatamente, nei soggetti giovani e sani come lei l'influenza non è una malattia pericolosa. Di certo è molto fastidiosa e si tratta di avere pazienza per qualche giorno.

Raccomando alla paziente di stare a riposo, e di assumere un farmaco antipiretico come il paracetamolo quando la temperatura supera i 38,0 gradi.

Inoltre, le consiglio di bere molto per combattere la febbre e fluidificare il muco e di seguire una dieta leggera ricca di zuccheri, non impegnativa per la digestione (pane, marmellata, miele, pasta, riso, frutta). Per la tosse basterà fare dei suffumigi, umidificare la stanza e assumere, solo se necessario, uno sciroppo sedativo.

Carmela, tuttavia, mi chiede se ci sia qualche farmaco che possa accelerare la guarigione, magari un antibiotico ... gli impegni di lavoro premono e vorrebbe tornare in forma il prima possibile.

L'influenza, però, NON SI CURA CON GLI ANTIBIOTICI, è un'infezione virale che passa spontaneamente grazie all'azione degli anticorpi, e gli antipiretici o i sedativi della tosse servono soltanto ad alleviare i sintomi, in attesa che la malattia compia il suo decorso naturale.

Esistono anche degli specifici farmaci antivirali (amantadina, zanamivir), ma il loro uso non è abituale, poiché sono costosi, vanno assunti ai primi sintomi e possono presentare sgradevoli effetti collaterali. Piuttosto, rimanere a casa qualche giorno in più favorisce la piena guarigione, oltre a limitare la diffusione della malattia (la contagiosità dura almeno 5-7 giorni).

Rassicuro la paziente che la febbre, comunque, scenderà già dopo 3-4 giorni e le consiglio di richiamarmi per tenermi informato e soprattutto per segnalarmi dei cambiamenti nella sintomatologia. Può capitare, infatti, che, anche nei soggetti sani, si manifesti una complicazione.
In circa il 10% dei casi all'infezione virale, responsabile dell'influenza, si sovrappone una infezione batterica che può causare broncopolmoniti, otiti, sinusiti.
La febbre persiste, compare mal d'orecchio o una tosse cavernosa con secrezione mucopurulenta, il malessere generale si aggrava. In questi casi è necessaria la visita del medico e una adeguata terapia, eventualmente anche con l'aggiunta di antibiotici.<

Nelle persone anziane o affette da patologie croniche, le complicazioni dell'influenza, soprattutto le polmoniti, sono senz'altro più terribili. E' per questo che nella fascia di popolazione sopra i 65 anni e nei pazienti diabetici o affetti da malattie croniche cardiache e respiratorie si raccomanda sempre la vaccinazione.
Se una persona anziana ha l'influenza pur senza allarmarsi, sarà bene prendere contatto tempestivamente con il proprio medico.

Sono le mamme, in genere, a chiamare il medico preoccupate per la febbre dei propri figli. Nei più piccoli non è sempre agevole diagnosticare l'influenza, poiché i sintomi sono spesso poco caratteristici (possono mancare i dolori articolari, la tosse è più fastidiosa e può esserci vomito con diarrea), e perché nell'età infantile una febbre elevata può essere causata anche da un semplice raffreddore.
Nei bambini, certamente, l'influenza va seguita con attenzione, per la possibile insorgenza di complicazioni (in particolare otiti e broncopolmoniti), ma nella maggior parte dei casi è sufficiente bere molto, praticare dei lavaggi delle cavità nasali e assumere un antipiretico, senza ricorrere agli antibiotici. I sintomi scompaiono nell'arco di pochi giorni lasciando di solito, un pò di stanchezza e di inappetenza.
Anche le temute convulsioni febbrili sono in realtà un evento raro, non tanto collegato al livello della febbre, quanto ad una predisposizione individuale del bambino.

E le mamme che allattano?

Nel caso non c'è bisogno di interrompere l'allattamento. Nel latte, infatti, non "passano" solo i virus influenzali, ma anche gli anticorpi, che proteggono il bambino.
E' bene, comunque mentre si allatta, mettere una mascherina di carta o di stoffa sulla bocca, per evitare la trasmissione dell'infezione per via aerea, attraverso le piccole goccioline di vapore che emettiamo con la respirazione.