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La spesa farmaceutica netta del S.S.N. nei primi otto mesi del 2007 è diminuita del -8,7%,
attestandosi a 7.686 milioni di euro, pari a 130,83 euro per ciascun cittadino italiano. Il trend negativo è incominciato
già negli ultimi mesi del 2006 ed a meno di fatti eccezionali quasi certamente si collocherà nettamente al di sotto del tetto del 13%
della spesa sanitaria, pari a 12.229 milioni di euro.
Va però sottolineato che al calo di spesa non corrisponde una diminuzione dei
consumi che, al contrario, sono in aumento; infatti nei primi otto mesi del 2007 il numero delle ricette è aumentato del +4,2%,
con una media pro-capite di circa 6 ricette per ciascun cittadino.
E' pertanto evidente come, pur prescrivendo più farmaci, questi
evidentemente nel loro complesso hanno un costo minore. Tale risultato è conseguente agli interventi sui prezzi dei medicinali varati
dall'AIFA, agli interventi di contenimento varati dalle diverse Regioni, agli sconti che le farmacie esercitano al SSN,
e per finire all'abbattimento del costo dei farmaci da parte delle aziende farmaceutiche.
A dimostrazione della gara al ribasso di taluni prodotti di largo
consumo possiamo ricordare la nimesulide, oramai a costi infinitesimali
rispetto a qualche anno orsono dover era l'Aulin a farla da padrone, seguita in ordine di tempo dagli
inibitori di pompa protonica, ovvero dai farmaci antiulcera; addirittura
abbiamo visto come una filiale Italiana di un gruppo europeo, la Nycomed, abbia fatto una scelta coraggiosa di abbassare il prezzo del
pantoprazolo, un farmaco antiulcera, che pure perderà la copertura brevettuale solo nell'agosto
del 2009. Ed è notizia di questi giorni, che anche la Abbott,
ripercorrendo le orme della Nycomed, ha anch'essa deciso di ridurre di oltre il 40% il prezzo dell'inibitore di pompa
protonica Pantecta, che oggi nella confezione da 20 mg costa solo 6,14 euro.
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