Dopo l'invio dei telegrammi in massa a tutti i medici di
Medicina Generale e Pediatri di libera scelta dell'ASL Napoli 5 aventi come oggetto: "la verifica e controllo sull'appropriatezza prescrittiva e la richiesta di apposita relazione sui dati relativi ai mesi di ottobre e novembre dei farmaci prescritti ad ogni singolo paziente per i controlli in itinere presso l'ambulatorio dei medici dell'Azienda Sanitaria" ci pare doveroso sottolineare l'atteggiamento intimidatorio dettato dai vertici aziendali nei confronti di un'intera categoria professionale.
Questi telegrammi, nel vano tentativo di ricercare nel medico di medicina generale il capro
espiatorio di una sanità pubblica fallimentare, a
mio avviso rappresentano un modo sfacciato di
allontanare sempre di più il medico dal ruolo a lui
preposto, ovvero paladino della salute dei propri
assistiti, delegandolo alla figura di mero
controllore della spesa pubblica. La tecnica
utilizzata dai vertici aziendali a mio avviso appare subdola: quella di
sparare nel mucchio, senza valutare le singole professionalità ove primeggiano sanitari che con passione, dedizione, competenza, rispetto delle norme contrattuali,
delle note AIFA
e quotidiana accettazione di prescrizioni indotte da cervellotici universitari, ospedalieri, specialisti ambulatoriali, accreditati e chi più ne ha ne metta,
mortifica coloro che ancora credono in una
professione operante in un Sistema Sanitario Nazionale che purtroppo, già da parecchio, è morto.
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