|
La circolare
n. 2 del 18-04-06 del Ministero della Salute consiglia
l'effettuazione della vaccinazione antipneumococcica
contemporaneamente alla vaccinazione antinfluenzale,
preferibilmente negli adulti ad alto rischio di
complicazioni, negli anziani, oltre che in tutti gli
individui istituzionalizzati ed in quelli defededati. Può risultare utile effettuare le due vaccinazioni nella stessa seduta.
Va sottolineato che a differenza del vaccino antinfluenzale che va praticato ogni anno, il vaccino antipneumococcico
prevede dosi di richiamo ogni cinque anni; esso va praticato
a partire dal secondo anno d'età e, generalmente, dopo 10-15
giorni dalla sua somministrazione, si producono anticorpi
specifici contro gli antigeni poliaccaridici dello
Streptococcus pneumoniae, comunemente conosciuto come
pneumococco, organismo di cui l'uomo rappresenta l'unico
serbatoio.
Da un punto di vista epidemiologico bisogna ricordare che le pneumococco è un batterio tra i più frequenti responsabili di polmoniti
acquisite in comunità, tra anziani e bambini, oltre
che tracheobronchiti, meningiti, setticemie, osteomieliti o
addirittura banali otiti e sinusiti.
Lo pneumococco viene trasmesso per via aerea o con materiale contaminato da secrezioni respiratorie. Purtroppo spesso è difficile accertarne l'incidenza esatta dal momento che test diagnostici
di routine non sono sufficientemente sensibili e specifici.
In generale, una infezione pneumococcica si sviluppa allorquando si creano condizioni predisponenti come ad esempio uno stato influenzale, una
malattia cronica o uno stato debilitativo del sistema immunitario. Considerata la sua capacità di eludere il sistema immunitario dell'ospite
e la sua notevole resistenza agli antibiotici, dalla penicillina ai macrolidi, resta auspicabile l'impiego di
una campagna vaccinale adeguata.
|