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Stupi.Diario - Il mio cassetto della memoria

DEL DOTT. FRANCESCO PAOLO DE LIGUORO

Il mio libro: "Stupi.Diario - Il mio cassetto della memoria"

Un viaggio intimo e riflessivo tra i ricordi della professione medica e le pagine della vita.

Copertina del libro Stupi.Diario - Il mio cassetto della memoria del Dott. De Liguoro
✓ Selezionato Casa Sanremo Writers 2024

Stupi.Diario - Il mio cassetto della memoria

In questo libro riavvolgo il nastro della mia vita e mi soffermo su alcuni momenti che mi hanno formato: dalle aule universitarie alla realizzazione di quella professione che, per molti, all'epoca poteva apparire come un ripiego, ma che per me era il sogno di una vita: diventare medico.

Aneddoti, riflessioni, momenti esilaranti e paure, ma soprattutto un invito e una raccomandazione alle nuove generazioni che hanno intrapreso questa professione.
Un settimino della memoria da aprire cassetto per cassetto.


Il libro: "Stupi.Diario - Il mio cassetto della memoria"

“Stupi.Diario – Il mio cassetto della memoria”, è un viaggio nei miei ricordi, è un volo pindarico di 50 anni, dalle aule universitarie all’ambulatorio di medico di famiglia, nel quale ogni tanto mi soffermo, per analizzare alcuni momenti salienti che hanno caratterizzato non il solo il mio volo, ma quello di un’intera generazione laureatasi nell’era di pletora medica degli anni ’80.

Ho scelto con il mio editore di utilizzare un carattere di stampa più grande del solito, perché oramai le nostre diottrie non sono più quelle di una volta.

In questo settimino dei ricordi, apro con dovizia di particolari, alcuni cassetti da sempre chiusi a chiave, nel tentativo di fare luce su alcune ombre che hanno caratterizzato gli anni universitari ed in particolare i miei anni universitari.

Mi soffermo su episodi personali, realmente accaduti, nei quali descrivo con dovizia di particolari alcune storture di quegli anni universitari, con professori compiacenti e antesignani del voto di scambio, di momenti drammatici della mia professione, di momenti particolarmente divertenti e di momenti intimi e molto personali, che però sono certo condivisibili a quanti come voi hanno i capelli bianchi come me.

Inoltre, questo libro lo definirei “un manifesto della medicina di famiglia”.

Svolgere questo ruolo è stato sempre il mio desiderio e nonostante le tante peripezie, come ho avuto modo di raccontare nel libro, avendo avuto l’opportunità di lavorare in ospedale prima e come specialista ambulatoriale pneumologo poi, ma il mio sogno era di diventare medico di famiglia: ovvero di svolgere un tipo di professione dove tra medico e paziente, si potesse instaurare un rapporto continuativo, di fiducia, oserei definirlo seppur impropriamente “intimo”.

E tutto sommato, all’alba del pensionamento, credo di esserci riuscito.

Pertanto, senza alcun dubbio, posso affermare che la mia bilancia professionale, nonostante tanti momenti bui che contraddistinguono ciascun medico, pende, senza esitazione, sui momenti positivi e non su quelli negativi.

Purtroppo, questa professione è stata svilita negli ultimi anni dall’eccessiva burocratizzazione, che di fatto sta allontanando tanti validi medici da questa lavoro e sta avvilendo quanti si affacciano ad essa.

Ed è per questo motivo, che con un appello accorato, mi sono rivolto in più di un capitolo alle giovani promesse, catapultate dalle aule universitarie alla prima linea del Covid e successivamente negli ambulatori di medicina generale, ad affrontare questa professione con lo stesso spirito, lo stesso attaccamento, la stessa abnegazione che ci ha caratterizzato in questi anni, onde evitare che si ripresentino quei giudizi negativi sulla nostra professione e quei cliché che ci definivano i medici scrivani della sanità.

Purtroppo, chi frequenta i Social come il sottoscritto, se leggete i post che alcuni di questi giovani professionisti pubblicano sui gruppi Facebook della Medicina Generale, rimarrete sconcertati. C’è un totale disamoramento di questa professione, nonostante che molti di essi siano divenuti massimalisti nel giro di qualche giorno e non abbiano fatto i sacrifici per acquisire pazienti, che tutti voi e tutti noi abbiamo fatto: uscite di notte, nei giorni festivi, disponibilità per i nostri assistiti H 24, i pazienti che venivano a cercarci fin sotto casa.

Come ho specificato nel libro, svilire la nostra professione e farle fare un solo passo indietro, rappresenterebbe una sconfitta non solo loro, ma dell’intera generazione che li ha preceduto.

E pertanto, nel congedarmi, da vecchio studente in medicina e da padre di famiglia, voglio ricordare a quei giovani colleghi che purtroppo hanno perso tutti i riferimenti con il passato, che è pur vero che oggi, privi di concorrenza, sono oramai abituati a correre su un’autostrada senza barriere, ad altissima velocità, in totale assenza di tutor, ma devono cogliere l’insegnamento che ogni tanto, al fine di avere una guida tranquilla e che li porti lontano, di guardare indietro, grazie al loro specchietto retrovisore e di ricordarsi che l’autostrada che percorrono a tutta velocità, è stata tracciata, con grandi sacrifici, da una generazione di medici che l’ha preceduta.
La nostra !

Francesco Paolo De Liguoro

Interviste e contributi video

In questa sezione raccospio le registrazioni di interventi televisivi, presentazioni di libri o incontri pubblici dedicati alla salute respiratoria e al racconto culturale.

(Sezione in aggiornamento con i prossimi contributi video)

Oltre la medicina: i miei hobby e interessi

Coltivare passioni al di fuori dell'ambito professionale arricchisce lo sguardo con cui osservo il mondo e le persone. La lettura, la scrittura e la cura per le piccole cose quotidiane rappresentano il mio personale "cassetto della memoria" sempre aperto.

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