I medici in questi giorni sono preoccupati delle possibili sanzioni che il Garante della Privacy può erogare attraverso i
minacciati controlli.
Ma il diritto alla riservatezza è qualcosa che va al di là della sanzione. E' un atto di rispetto verso il paziente.
L’attività del medico di famiglia, pur restando la base e fondamenta del Servizio Sanitario Nazionale e vedetta sanitaria del territorio dove opera, sta diventando “social” e sarà
sempre più costretto a confrontarsi con gli altri medici ed istituzioni.
Aggregazioni funzionali, unità di cure primarie, associazionismo, fascicolo sanitario elettronico modificheranno radicalmente il modo di lavorare ma nel contempo comportano ampi flussi
informativi tra gli interlocutori del sistema.
Anche il cittadino sta cambiando e chiede maggiore attenzione soprattutto quando è più vulnerabile.
Il dato sanitario costituisce un valore enorme nella pratica clinica, ma dalla sua conoscenza indebita il cittadino può essere escluso dalla vita sociale e dal lavoro con conseguenze
facilmente immaginabili sulla vita delle persone.
I dati sono un valore per il medico che su questi basa il suo agire clinico, ma anche un valore economico per le industrie. Questo non va mai dimenticato.
I dati personali, anche aggregati, sono stati definiti nel rapporto 2011 del World Economic Forum report come “il nuovo petrolio”.
Ma destreggiarsi nel cambiamento non è facile e spesso il medico tende a sottovalutarlo, per questo ho voluto fornire questa breve guida per ricordare al medico i suoi obblighi e, nel
contempo, fornirgli strumenti operativi immediati. |